Notizie Notizie Mondo Investimenti, Come proteggersi dal protezionismo tra nuove alleanze commerciali e “campioni nazionali”

Investimenti, Come proteggersi dal protezionismo tra nuove alleanze commerciali e “campioni nazionali”

 

 

 

L’aumento del protezionismo potrà avere ripercussioni sul commercio globale di capitali e di lavoro ed è quindi un tema di investimento importante perché colpisce sia i mercati emergenti sia i mercati sviluppati. Alcuni Paesi hanno già trovato diversi percorsi per affrontare l’aumento del protezionismo globale. “Ciò è particolarmente vero per i Mercati Emergenti, dove si stanno finalizzando nuovi accordi commerciali, si sta offrendo supporto a certi settori economici in vista dell’arrivo del protezionismo e si stanno facendo sforzi ufficiali per espandere il commercio nei mercati regionali esistenti”, spiega Koon Chow, Emerging Markets Macro and FX strategist di Union Bancaire Privée (UBP). Secondo lo strategist sono tre i trend che gli investitori, nel tentativo di vincere il protezionismo, dovrebbero tenere in considerazione al momento delle decisioni di investimento.

Commodity e campioni nazionali

Per prima cosa, secondo Chow, gli investitori possono tentare di identificare i settori che sono naturalmente meno inclini al protezionismo: per esempio, le azioni di società legate al comparto delle commodity, che hanno performato molto bene in questo ultimo anno fino a maggio 2017 rispetto all’azionario del comparto industriale. “Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che diverse società produttrici di materie prime nel mondo hanno pochi o addirittura zero competitor nei Paesi in cui i governi potrebbero considerare di adottare politiche protezionistiche – spiega Chow – Se, per esempio, gli Stati Uniti decidessero di bloccare le importazioni di metalli rari dalla Cina, Tesla farebbe fatica a realizzare i motori e le batterie dei propri veicoli”. Un altro tema da prendere in considerazione è che i Mercati Emergenti si stanno muovendo per rafforzare le alleanze politiche e commerciali sia tra di loro sia con la Cina e che potrebbero iniziare ad aumentare gli scambi con il Giappone. “I Paesi che possono migliorare i legami politici con la Cina e con altri grandi sostenitori del commercio libero (come il Giappone e l’Europa) potrebbero sovraperformare in un clima di crescita del protezionismo”, spiega Chow. Infine, un altro modo per spingere il Pil nazionale da parte di alcuni Paesi è quello di focalizzare i policy maker sul consumo interno e creare così dei “campioni nazionali. “Gli investitori dovrebbero quindi considerare, nelle proprie decisioni di asset allocation, l’impatto del protezionismo, tenendo conto di come i diversi Paesi e le aziende siano in grado di aggirarlo”, conclude Chow.