Notizie Notizie Italia BTP Valore: tutti i numeri della prima edizione. Inflazione resta una minaccia per risparmi italiani

BTP Valore: tutti i numeri della prima edizione. Inflazione resta una minaccia per risparmi italiani

13 Giugno 2023 12:16

Il forte interesse per il BTP Valore (il titolo di Stato dedicato ai piccoli risparmiatori in collocamento la scorsa settimana) c’è chi l’ha interpretato come una risposta quasi patriottica. Altri l’hanno ritenuto piuttosto una scelta d’investimento alternativa per combattere la tanto temuta inflazione che erode i risparmi. In ogni caso i numeri diffusi oggi dal Mef sul del BTP Valore, mettono in evidenza come quasi totalità, per l’esattezza il 99 per cento degli ordini, sia arrivato da investitori domestici.

Mef, i numeri del primo collocamento

Una prima edizione di successo che il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) conta già di replicare nel corso del 2023. Intanto, il Tesoro fa il punto sull’edizione appena conclusa, passando in rassegna i principali numeri. Sono stati raccolti oltre 18 miliardi di euro: dal Mef precisato che l’importo complessivamente emesso è stato pari a 18.191,090 milioni di euro a fronte di 654.675 contratti conclusi, con un taglio medio di 27.786 euro. Un record su più fronti: si tratta del risultato più elevato di sempre in termini di valore sottoscritto, ma anche per numero di contratti registrati, in un singolo collocamento di titoli di Stato per i piccoli risparmiatori (retail).

 

Ecco l’andamento della domanda nelle cinque giornate di collocamento dal 5 al 9 giugno

 

Dal Mef precisano che dei 654.675 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) circa il 66 per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si raggiunge circa il 92 per cento del totale.

Nella nota odierna il Tesoro puntualizza:

“Dalle informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer ed altri intermediari, si può desumere che la partecipazione di investitori retail è stata significativamente prevalente rispetto a quella del private banking (con una quota rispettivamente di 76 per cento e 24 per cento). All’interno della quota sottoscritta da investitori retail si stima che circa il 64 per cento abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie e gli uffici postali (sia recandosi fisicamente in filiale sia a distanza), mentre circa il 36 per cento attraverso l’home banking”.

I tassi annuali definiti

Ricordiamo che il titolo dedicato al pubblico retail (con scadenza 13 giugno 2027) presenta tassi annuali definitivi pari al 3,25% per il 1° e 2° anno e al 4,00% per il 3° e 4° anno (confermati i tassi minimi annunciati il 1° giugno scorso). Ai sottoscrittori che manterranno il titolo di Stato per tutta la durata dei 4 anni verrà garantito anche un premio extra finale di fedeltà dello 0,5%.

Alert della Fabi: risparmi a rischio

Chiusa operazione BTP Valore, il nemico principali dei risparmiatori italiani resta l’inflazione. Quanto insidiosa sia lo spiega il numero uno della Consob, Paolo Savona, che la paragona a Idra. Nel suo intervento all’incontro annuale con il mercato finanziario, in calendario venerdì 9 giugno, Savona ha detto: “L’inflazione è come un’Idra dalle molte teste; se una viene tagliata e cauterizzata, agiscono le altre”. Tradotto: “se crescono i prezzi al consumo e si sterilizza l’eccesso di moneta, non si può impedire che l’aumento si trasferisca ai salari; se si riesce a calmierare il costo del lavoro, ma crescono i prezzi delle materie prime, l’Idra non cessa di operare. La politica non dispone di un Eracle, il gigante mitologico che affrontò l’Idra, né di uno Iolao, che cauterizzava con il fuoco le teste tagliate per impedire che ricrescessero”.

Una questione affrontata di recente anche dalla Fabi, il sindacato bancario, che avverte: l’aumento del costo del denaro e la corsa sfrenata dei prezzi minacciano i “salvadanai” di famiglie e imprese. Il carovita non solo ha invertito la tendenza al risparmio delle famiglie, pressoché prossima allo zero nei primi cinque mesi (in media pari allo 0,2% da gennaio a maggio), ma hanno cominciato a erodere le riserve accumulate dal sistema produttivo italiano. In particolare, in una lunga analisi Fabi sottolinea che tra dicembre 2021 e marzo 2023, il saldo totale dei conti correnti di famiglie e imprese è calato di oltre 61 miliardi di euro, da 2.076 miliardi a 2.015 miliardi; in soli tre mesi, da dicembre 2022 a marzo 2023, la variazione negativa è stata pari a oltre 50 miliardi.