Notizie Valute e materie prime Petrolio scatta ancora su escalation tensioni in Iraq

Petrolio scatta ancora su escalation tensioni in Iraq

Nuova fiammata dei prezzi del petrolio che si portano nei pressi dei massimi a sei mesi. Il future sul Wti con scadenza novembre 2017 si è portato in area 52 dollari, con un progresso di oltre l’1% (top intraday a 52,22 $), dando seguito al rally di settimana scorsa, chiusa con un balzo di oltre 4 punti percentuali.

Il mercato guarda all’escalation di tensioni in Iraq legate alla regione di Kirkuk, ricca di petrolio, da dove parte l’oleodotto che va in Turchia.

Le ultime notizie vedono le forze governative irachene aver assunto nella notte il controllo di grandi aree nella regione di Kirkuk, compresi i campi petroliferi a ovest della città. A riferirlo è stata la televisione dello Stato iracheno, aggiungendo come tale presa di controllo sia avvenuta senza scontri.

Di contro il governo regionale del Kurdistan (KRG) ha negato che le forze irachene siano state in grado di avvicinarsi alla città e prendere il territorio controllato dai combattenti kurdi pesmergani.

Le tensioni sono aumentate dopo l’esito favorevole del recente referendum a favore dell’Indipendenza dei curdi nel nord dell’Iraq, che però non è riconosciuto né dall’Iraq né dalla Turchia e dagli altri paesi limitrofi.