Notizie Valute e materie prime Petrolio cerca una direzione in balia dell’incertezza offerta-domanda. Il punto tecnico su Wti e Brent: ecco cosa emerge  

Petrolio cerca una direzione in balia dell’incertezza offerta-domanda. Il punto tecnico su Wti e Brent: ecco cosa emerge  

Sui mercati e non solo, l’attenzione resta alta sul petrolio che nelle ultime settimane ha mostrato una certa debolezza. Anche stamattina l’andamento delle quotazioni dell’oro nero si muovono in territorio negativo con il Wti che viaggia sotto i 90 dollari al barile e il Brent che indietreggia dell’1% circa in area 95 dollari al barile.

Cosa sta accadendo: i temi caldi degli ultimi giorni

Il mercato petrolifero è cambiato nelle ultime settimane. “Due settimane fa il sentiment era piuttosto negativo alla luce dei continui timori sulla domanda. Sentiment che sembra essersi solo intensificato, con il Brent che la scorsa settimana ha scambiato a un minimo di $92,78 al barile, i livelli più bassi da febbraio e l’invasione russa dell’Ucraina”, indicano che dal lato dell’offerta, ci sono diversi fattori da valutare. Uno è la Libia che sembra mostrare una ripresa della produzione dopo mesi di interruzioni. Inoltre, potrebbe esserci anche una svolta nei colloqui sul nucleare iraniano. Su quest’ultimo fronte l’Unione europea ha presentato la sua bozza finale di accordo, che dovrà essere approvata da Stati Uniti e Iran. Se venisse approvato, porterebbe a un aumento delle esportazioni di petrolio iraniano. “Pende però un grande ‘se’ – affermano da ING -. I negoziati sono in corso da oltre un anno, con le parti che finora non sono riuscite a raggiungere un accordo”.

E di fatto c’è ancora molta incertezza, con lo stop dei flussi di petrolio lungo la rotta meridionale dell’oleodotto Druzhba. Questo tratto rifornisce Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca, con flussi che transitano attraverso l’Ucraina. I flussi lungo il percorso settentrionale, che rifornisce Polonia e Germania, rimangono inalterati. L’operatore del gasdotto ceco prevede che i flussi lungo la rotta meridionale riprenderanno nei prossimi giorni, il che ha supportato un po’ il mercato. “Chiaramente c’è incertezza su questo tema e il mercato attende con ansia la conferma di una ripartenza dei flussi”, sottolineano da ING che si soffermano poi sull’analisi della domanda, con il crescente rischio di una recessione che pesa sulle prospettive dell’oro nero.

“Quello che appare chiaro è che il mercato petrolifero è ancora alle prese con l’incertezza della domanda e dell’offerta e, di conseguenza, sta lottando per trovare una direzione convincente. Questa incertezza, unita al calo dei volumi scambiati nei mesi estivi, fa sì che i prezzi rimangano piuttosto volatili”, commentano gli esperti di commodity della banca olandese.

Nonostante i recenti cali, Goldman Sachs ha mantenuto la sua view bullish sul petrolio e ritiene che le ragioni per un aumento dei prezzi siano ancora forti. Anche supponendo che tutti questi shock negativi perdureranno, spiega la banca d’affari, il mercato rimane in un disavanzo maggiore rispetto alle aspettative negli ultimi mesi e questo potrebbe sostenere le quotazioni del petrolio che continueranno a crescere.

 

Il punto tecnico su Wti e Brent: ecco cosa emerge

Brent

Continua la debolezza sul petrolio con il Brent (riferimento europeo) che al momento si muove in calo. In particolare, il Brent dopo aver raggiunto il massimo di periodo a 127 $, l’8 marzo 2022, si è incanalato in una fase laterale-ribassista e da quei massimi si trova in calo del 25% portando così il bilancio da inizio anno ad un guadagno del 23%. La situazione grafica del Brent mostra un rafforzamento della pressione ribassista in particolar modo da inizio agosto, con i prezzi che nel giro di poche sedute sono passati da 110 $ agli attuali 95$. Il recente calo è stato intensificato dalla violazione al ribasso del supporto statico posto a 97,93$, livello che aveva sorretto efficacemente le quotazioni negli ultimi mesi e in caso di prosecuzione della debolezza sull’oro nero il superamento al ribasso dell’area supportiva di breve a 94-95$ potrebbe condurre rapidamente i prezzi verso quota psicologica dei 90$ al barile. Al contrario, un ritorno delle quotazioni verso i 100$ fornirà i primi segnali di forza dei compratori. Il trend discendente è evidenziato anche dalla posizione dei prezzi sotto la trendline ribassista costruita da metà giugno e confermata anche ad inizio mese.

 

Wti

 

Debolezza anche sul petrolio americano con il Wti che si trova a ridosso dei 90$ al barile. Il Wti, prima del recente calo, ha raggiunto un nuovo massimo di periodo a 123$ al barile a inizio marzo, livelli di prezzo che non venivano testati dal 2013. Al momento i prezzi si trovano a 89,79$ e dai massimi di periodo si trovano in calo del 26% (+19 da inizio anno). La negatività sul Wti si è intensificata con il breakout al ribasso del livello di supporto statico posto a 95,46$, area di prezzo che aveva permesso ai prezzi di rimbalzare sia a marzo che ad aprile di quest’anno. Il cedimento di area 95$ ha portato velocemente le quotazioni verso l’attuale livello di supporto di breve a quota 88$ e da questo punto di vista la violazione al ribasso anche di quest’ultimo livello permetterebbe al Wti di mettere nel mirino prima quota 84$ e poi target psicologico degli 80$ al barile.