Notizie Notizie Mondo Cina, Crescita dei servizi e innovazione tra le linee guida del XIX Congresso del Pcc  

Cina, Crescita dei servizi e innovazione tra le linee guida del XIX Congresso del Pcc  

 
Tra poche ore (per la precisione mercoledì 18, alle 9 ora locale), presso la Grande sala del Popolo su piazza Tiananmen, comincerà il 19° Congresso del Partito comunista cinese (Pcc). L’evento, che si ripete ogni cinque anni, vedrà la partecipazione di 2.287 delegati provenienti da tutto il Paese e servirà a definire la nuova leadership e i progetti strategici primari per lo sviluppo della nazione nei prossimi cinque anni.
Gli osservatori e gli strategist sono concordi nel ritenere che il questo Congresso supporterà  il processo di transizione con cui l’economia nazionale intende arrivare alla “New China”. 

 

Il post Congresso

 

Come spiega Emil Wolter, gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets, per tradizione nell’anno successivo al Congresso l’attività economica di tipo tradizionale – soprattutto in termini di investimenti e di crescita del credito – tende ad aumentare. “Speriamo che la leadership politica giochi un ruolo differente questa volta – dice Wolter – In primo luogo i leader devono fronteggiare un contesto di eccesso di debito accumulato delle imprese a controllo statale. Inoltre, devono intervenire sull’eccesso di capacità in molte di queste SOEs”.

 

Verso la New China

 

Secondo Wolter sarebbe invece preferibile una crescita del Pil più bassa e “auto-sostenuta” rispetto a una più alta in termini numerici ma “amministrata” e spinta da investimenti di qualità inferiore. In altri termini un piano di interventi sulla scia delle riforme strutturali, insieme a una riduzione del debito, rappresenterebbe un’apertura e una nuova fiducia nei confronti del modello della “New China” guidata da un alto livello di consumi, una crescita del settore dei servizi e della produttività basata sull’innovazione”.
Speriamo quindi in una continua attenzione alle riforme riguardanti il mercato dei capitali, che porterebbero a un ampliamento delle opportunità di investimento onshore – dice lo strategist – nonché agli interventi su SOEs e sul lato dell’offerta per ridurre l’eccessiva capacità delle industrie delle materie prime, per le quali un incremento di capitale investito incide in maniera sempre meno significativa sul ROI”.
 
La middle class

 

In Cina il modello di crescita basato sugli investimenti ha raggiunto il suo limite massimo. Tuttavia, il Paese ha bisogno di alimentare la propria produttività per sostentare la crescita della middle class. “La produttività deve essere sempre più guidata dall’innovazione – dice Wolter – Per stimolare la crescita ci aspettiamo una fase di investimenti nel segmento dell’educazione e un forte supporto del governo alle attività di R&D”.
Già negli ultimi venti anni il rapporto tra la spesa destinata a ricerca e sviluppo e il Pil cinese è quadruplicato. Pechino sta registrando inoltre un numero record di laureati nei settori scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM), in grado di fornire un flusso costante di talento da dedicare all’R&D a basso costo. “Inoltre stanno crescendo società innovative nel campo dell’IT e l’innovazione nel campo industriale e dei consumi si sta facendo sempre più forte”, aggiunge Wolter. Che conclude: “Il Partito Comunista dovrà fare di tutto per tenere vivo questo entusiasmo”.