News Notizie Indici e quotazioni Wall Street zavorrata da tonfo Wal-Mart con alert inflazione. Male anche GM, buy su Coca-Cola post trimestrale

Wall Street zavorrata da tonfo Wal-Mart con alert inflazione. Male anche GM, buy su Coca-Cola post trimestrale

Wall Street negativa, con le vendite che si accaniscono soprattutto sul Nasdaq, dunque sui titoli tecnologici. Pesa in generale l’alert sull’inflazione che è stato lanciato dal colosso retailer americano Wal-Mart. Alle 16 ora italiana, il Dow Jones perde lo 0,30% a 31.893 punti; lo S&P 500 arretra dello 0,60% a 3.943, il Nasdaq arretra di oltre -1% a 11.663 punti.

Il gruppo ha annunciato di aver tagliato la guidance sugli utili trimestrali e dell’intero anno 2022, a causa delle conseguenze negative dell’inflazione, che sta inducendo i consumatori a spendere più per i beni di necessità come quelli alimentari che per altri prodotti come abbigliamento ed elettronica.

Wal-Mart affonda a Wall Street con un tonfo superiore a -8%: l’azione ha un effetto domino negativo sui titoli retailer come Target -4,6% e Amazon. Le quotazioni del colosso dell’e-commerce Usa cedono il 3% circa.

Il problema dell’inflazione è stato messo in evidenza anche dal nuovo World Economic Outlook (WEO) appena diramato dall’Fmi, Fondo Monetario Internazionale.

L’istituzione di Washington ha tagliato le proprie stime sul trend del Pil globale per il 2022 e il 2023, rispettivamente al +3,2% e +2,9%, con downgrade di 0,4 e 0,7 punti percentuali rispetto all’outlook del mese di aprile.

L’Fmi ha spiegato la revisione al ribasso con il fatto che i rischi al ribasso che aveva presentato nel suo precedente report si stanno materializzando. Tra le sfide su cui il Fondo aveva lanciato l’avvertimento, quelle di una fiammata globale dell’inflazione, di un rallentamento dell’economia peggiore delle attese in Cina e delle ulteriori conseguenze scatenate dalla guerra tra Russia e Ucraina.

Tra le blue chip si mette in evidenza anche il calo del titolo del colosso dell’auto General Motors (-2,7%), che ha annunciato una trimestrale peggiore delle attese, a causa delle interruzioni nella catena di approviggionamento provocate sia dalla guerra tra la Russia e l’Ucraina che dai lockdown per arginare il Covid che hanno colpito soprattutto la Cina.

Sono andati bene invece i conti di Coca-Cola, che hanno messo in evidenza un utile per azione di 70 centesimi, meglio dei 67 per azione attesi dal consensus, e un fatturato di $11,3 miliardi, superiore ai $10,56 miliardi attesi.

La multinazionale Usa ha migliorato anche le stime sulla crescita organica del fatturato, prevedendo ora un rialzo per l’intero anno compreso tra il 12% e il 13%, rispetto alla precedente guidance di un aumento tra il 7% e l’8%. Ma anche Coca Cola ha riconosciuto la minaccia dell’inflazione, affermando di prevedere un costo più alto delle materie prime: l’outlook sulla crescita dell’eps è rimasto così invariato a un tasso compreso tra il 5% e il 6% rispetto all’anno scorso. Il titolo Coca-Cola reagisce comunque positivamente alla trimestrale, salendo di oltre +2%.

Focus anche su McDonald’s, che ha annunciato di aver chiuso il secondo trimestre del 2022 con una crescita delle vendite comparate negli Stati Uniti superiore alle attese, sulla scia dei prezzi più alti dei prodotti venduti, sostenuti dall’inflazione galoppante. Il trimestre si è concluso con un utile netto di $1,19 miliardi, o di $1,60 per azione, in calo rispetto ai $2,22 miliardi, o $2,95 per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. McDonald ha fatto i conti con un onere di $1,2 miliardi legato alla decisione di dismettere il suo business in Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino.

Inizia oggi la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed: domani arriverà l’annuncio della banca centrale Usa sui tassi di interesse.

Qualche analista non esclude una nuova stretta monetaria, da parte della Federal Reserve guidata da Jerome Powell, di 100 punti base. In media, la previsione è di un rialzo dei tassi di 75 punti base, dal range attuale, compreso tra l’1,50% e l’1,75%, al fine di contrastare l’inflazione galoppante.

Ieri sessione all’insegna della debolezza, per Wall Street, con lo S&P 500 salito appena dello 0,1%, il Dow Jones Industrial Average in crescita dello 0,3% e il Nasdaq Composite che ha sottoperformato la borsa Usa.

Alphabet, Microsoft e Chipotle Mexican Grill saranno tra le società che riporteranno le trimestrali dopo la fine della sessione.