Notizie Notizie Italia Tracollo di Leonardo dopo taglio guidance 2017, Profumo promette ripresa dal 2018

Tracollo di Leonardo dopo taglio guidance 2017, Profumo promette ripresa dal 2018

Pioggia di vendite sul titolo Leonardo all’indomani dei riscontri trimestrali che sono stati accompagnati dal taglio della guidance per l’intero anno. Indicazioni che hanno fatto scattare l’alert sul titolo che ha aprerto subito in calo di oltre il 20% in area 11 euro (minimo a 11,03).

Sgambetto da settore elicotteri 
Leonardo, complice la debolezza della divisione elicotteri, ha dovuto tagliare le guidance 2017 sull’ebita (dalla forchetta precedente 1,25-1,3 miliardi a quella attuale compresa tra 1,05-1,1 miliardi) e sui ricavi (da circa 12 miliardi alla forchetta 11,5-12 miliardi).

“La performance dei primi nove mesi dell’anno è in linea con le attese per l’aeronautica e per l’elettronica, difesa e sistemi di sicurezza – ha affermato Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo – sono tuttavia emerse alcune criticità nel settore elicotteri per le quali abbiamo già intrapreso una serie di azioni. Il 2017 sarà un anno più difficile del previsto, ma confido nei punti di forza dei tre business principali del gruppo e sono fiducioso delle prospettive di crescita nel medio-lungo periodo”.

Profumo vede risalita già dal 2018
Profumo, che il 25 ottobre aveva confermato l’outlook 2017 palesando anche l’intenzione di accelerare il ritmo di crescita dei ricavi di Leonardo “ad almeno il 5% dal 3-5% indicato dall’attuale piano, ha dovuto correggere il tiro con il “bottom” che sarà toccato nel 2017 e che dal 2018 inizierà la ripresa.
Leonardo ha chiuso i nove mesi al 30 settembre con ricavi per 7.984 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al corrispondente periodo del 2016, e un Ebita di 703 milioni, -5,8% nel confronto annuo. I nuovi ordini si attestano a quasi 8 miliardi, +5% rispetto al dato “adjusted” 2016.
Il risultato netto ordinario è pari a 272 milioni di euro, in calo del 20,7% rispetto ai primi nove mesi del 2016 per effetto della maggior incidenza di oneri non ricorrenti e per ristrutturazioni oltre che di maggiori oneri finanziari. L’indebitamento netto di Gruppo è pari a 4 miliardi euro, contro i 3,89 di 12 mesi prima.