Notizie Notizie Mondo Riunione Opec: oggi è il giorno della verità. L’estensione ai tagli è scontata? (Grafico)

Riunione Opec: oggi è il giorno della verità. L’estensione ai tagli è scontata? (Grafico)

Quotazioni del petrolio positive nel giorno della riunione Opec (Organization of Petroleum Exporting Countries), ovvero l’organizzazione dei maggiori paesi produttori ed esportatori al mondo di petrolio. A sei mesi di distanza dall’accordo storico sui tagli alla produzione di petrolio decisi lo scorso novembre, l’Opec e i suoi alleati sembrerebbero pronti a estendere quella intesa. L’obiettivo principale rimane quello di riequilibrare il mercato, affrontando il dilemma dell’eccesso di offerta. Per questa ragione un prolungamento dei tagli non solo alla seconda parte dell’anno, ma anche ai primi tre mesi del 2018 è la strada che potrebbe essere percorsa nel meeting odierno. Certo la decisione non è così scontata, anche se l’intesa di massima raggiunta tra i ministri di Arabia Saudita e Russia per un’estensione dei tagli fino ai primi mesi del nuovo anno sembra avere trovato diversi sostenitori. (clicca qui per seguire la riunione in diretta)

Il principale problema per riequilibrare il mercato rimane comunque la crescita della produzione statunitense, salita secondo i recenti calcoli dell’EIA (US Energy Information Administration) fino a 9,3 milioni barile al giorno, mostrando un rialzo del 10% rispetto a inizio anno, e su massimi che non si registravano da agosto 2015. A ricordarlo è Filippo Diodovich, market Strategist di IG, che aggiunge: “l’incremento della produzione e il ritorno degli imprenditori statunitensi di shale oil era già previsto da parecchio tempo osservando i dati pubblicati dal fornitore di servizi all’industria petrolifera Baker Hughes sul numero di trivelle attive negli Stati Uniti”.

Previsioni e ripercussioni sui prezzi

“La decisione che emergerà dalla riunione odierna sarà il mover principale di breve periodo”, sottolineano gli esperti di Mps Capital Services, secondo i quali il mercato è posizionato per un’estensione del taglio al primo trimestre 2018, ma non per un incremento del taglio. Questa seconda ipotesi potrebbe portare le quotazioni, secondo MPs Capital Services, in prossimità della fascia alta del trading range “normale” previsto per il 2017 (50-60 dollari di Brent). Nello scenario in cui l’annuncio andasse nella sola direzione dell’estensione, rispettando quindi le attese della vigilia, potrebbe verificarsi un momentaneo “sell on news”, con le quotazioni comunque frenate al ribasso da timori di possibili ulteriori interventi Opec.

Sarà importante anche il clima della riunione, soprattutto se dovessero emergere dei contrasti tra i vari Paesi. “Tra gli addetti ai lavori – spigano da IG – aumenterebbero notevolmente i dubbi sul rispetto dei target di produzione. Crediamo che in tale situazione nel giro di settimane siano elevate le possibilità di ritornare a testare i minimi di inizio maggio a 44 dollari circa”.  Uno scenario che al momento appare molto remoto di completo fallimento delle trattative potrebbe portare velocemente il petrolio ben sotto i 40 dollari al barile.

 

Il grafico sottostante relativo alle quotazioni del petrolio