Notizie Notizie Mondo Outlook, Politica monetaria, inflazione e Cina sono i tre fattori di rischio dei prossimi mesi 

Outlook, Politica monetaria, inflazione e Cina sono i tre fattori di rischio dei prossimi mesi 

 

 

 

 

 

Dopo un anno di performance molto solida sui mercati azionari globali, con rendimento eterogeneo sul mercato dei governativi, è probabile che assisteremo a un incremento delle condizioni di volatilità verso la fine del 2017 e nei primi mesi del prossimo anno. E’ questo lo scenario delineato da Larry Hatheway, Capo economista di GAM, per i prossimi mesi. “Le valutazioni sui listini globali sono piene, così come il livello da raggiungere in termini di utili”, spiega lo strategist. 

Politica monetaria

Secondo Hatheway, tre sono i rischi principali per l’ultimo trimestre dell’anno, in grado – anche singolarmente – di compromettere il contesto di crescita moderata, bassa inflazione e politiche monetarie accomodanti che è stato alla base della solida performance degli asset di rischio durante l’anno.
Il primo rischio è rappresentato dalla politica monetaria. Nei mesi che ci dividono alla fine dell’anno è probabile che la politica monetaria imbocchi la strada del restringimento. Di recente la Fed ha confermato la propria intenzione di procedere – a partire da ottobre e per tutto il 2018 – a una riduzione del proprio bilancio. La Banca centrale statunitense ha anche lasciato intendere che entro fine anno molto probabilmente rivedrà i tassi al rialzo. “Ci aspettiamo che nell’ultimo trimestre dell’anno la Bce annunci un piano di riduzione degli acquisti che comincerà nel 2018”, dice Hatheway. Che aggiunge:È probabile che a novembre anche la BoE incrementi i tassi di interesse. Un restringimento simultaneo delle politiche monetarie a livello globale potrebbe indebolire la fiducia degli investitori e frenare la performance dei mercati”.

Cina

Il secondo rischio è rappresentato dalla crescita cinese, che molto probabilmente rallenterà. “Un indebolimento superiore alle previsioni tuttavia potrebbe risultare in una perdita di parte della fiducia nell’attività economica a livello globale”, spiega Hatheway.

Inflazione

Il terzo rischio, infine, è la quasi piena occupazione negli Stati Uniti, Regno Unito, in alcune nazioni del Vecchio Continente e in Giappone. “In tutte queste economie – spiega lo strategist – potremmo assistere a un rialzo dell’inflazione”. “Se ciò dovesse avvenire a un ritmo più veloce, e se contemporaneamente assistessimo a un’impennata della crescita su scala globale, gli investitori si troverebbero a dover gestire uno scenario in cui  le politiche monetarie potrebbero diventare più stringenti proprio mentre crescita e utili calano”, aggiunge Hatheway.

Investimenti

Alla luce di questi tre fattori, lo strategist ha assunto un posizionamento meno rischioso. “Stiamo riducendo la nostra esposizione ai movimenti direzionali sia sui mercati azionari globali che su quelli obbligazionari – dice Hatheway – Seguendo le nostre strategie di relative return conserviamo l’esposizione ai mercati azionari, effettuando tuttavia una selezione particolarmente attenta negli Emergenti, in Europa e in Giappone”. “In generale, riteniamo possa essere una buona opportunità inserire in portafoglio strategie alternative risk premia, come per esempio il merger arbitrage. Dal nostro punto di vista un mix di equity beta e alcune strategie non direzionali funzioneranno bene per gli investitori nel prossimo futuro”, conclude Hatheway.