Notizie Notizie Italia Nucleare, rigassificatori, caro bollette: la questione energia nei programmi elettorali

Nucleare, rigassificatori, caro bollette: la questione energia nei programmi elettorali

Si fa sempre più calda la sfida tra i partiti in vista delle elezioni politiche del 25 settembre prossimo e tra i temi più dibattuti, e particolarmente sentiti dagli italiani, vi è senza dubbio la questione energetica che abbraccia diverse questioni, dal caro bollette al tetto al prezzo del gas, fino ad un ipotetico ritorno dell’Italia al nucleare e tanto altro.

Chiunque succederà a Mario Draghi come premier entrerà probabilmente in carica poco prima dell’inverno, con la prospettiva di un razionamento dell’energia e di un’inflazione incontrollata se la Russia taglierà ulteriormente le forniture di gas. Negli ultimi giorni i prezzi del gas naturale in Europa hanno raggiunto livelli record e l’Italia, carica di debiti, ha già speso quasi 40 miliardi di euro (39,9 miliardi di dollari) per aiutare famiglie e imprese.

Dal centrodestra al Pd: cosa propongono i partiti sul caro energia

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le proposte dei partiti in merito alla questione energetica.

Partendo dal centrodestra nel punto 11 del suo programma dedicato all’autosufficienza energetica dell’Italia si parla di “un possibile ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione senza veti e preconcetti, valutando anche il ricorso al nucleare pulito”. A spingere molto sul nucleare è il leader della Lega, Matteo Salvini, che vorrebbe superare il no al nucleare deciso con il referendum del 1987.

“Non possiamo essere l’unico grande paese al mondo che si ostina a dire no al nucleare pulito e sicuro di ultima generazione. Noi abbiamo bisogno di energia pulita e sicura, abbiamo bisogno del nucleare”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, intervenendo all’incontro “Nella diversità, per il bene comune” al Meeting di Rimini.

Passando in rassegna sempre le proposte del centrodestra la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nei sui ultimi discorsi, ha scelto per ora una posizione di continuità, seppure con qualche correzione, alla politica adottata negli ultimi mesi dal governo uscente guidato da Draghi.  “Intendiamo continuare l’impegno del governo Draghi per un tetto europeo al prezzo del gas perché questo ci consente di frenare la speculazione e alleggerire le bollette, ma a differenza del governo Draghi vorremmo chiedere a livello internazionale, in sede europea in particolare, e occidentale, di istituire dei meccanismi di compensazione per le economie che stanno pagando un prezzo maggiore per le sanzioni” contro la Russia di Putin, ha sottolineato Meloni. L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, candidato al Senato per Fratelli d’Italia, sostiene che sarebbe necessario “togliere la tassazione sull’energia almeno sulle bollette basiche, quelle più basse”. L’ex ministro ha anche osservato che contro il caro bollette è necessario “tassare la mega speculazione che viene fatta a partire dalla Borsa di Amsterdam”. Il centrodestra, nel suo programma comune, per risolvere la crisi energetica in maniera strutturale, propone anche il ritorno al nucleare di quarta generazione. Per superare l’inverno il centrodestra promette infine controlli a raffica sulle Pa, dove dal maggio 2022 al marzo 2023 la media ponderata della temperatura non deve superare i 19 gradi.

Il Partito Democratico, invece, punta sui rigassificatori, “il cui ricorso appare necessario ma a condizione che essi costituiscano soluzioni-ponte, che rimangano attivi solo pochi anni e che possano essere smobilitati ben prima del 2050, proprio per non interrompere la prospettiva della transizione ecologica”. Particolare attenzione ai territori dove verranno installati, “che andranno preventivamente consultati e risarciti, per l’impatto economico e sociale che possono subire, attraverso un fondo ad hoc”

Contro il caro energia, il segretario del Pd Enrico Letta ha lanciato la sua ricetta che prevede un pacchetto di cinque proposte. Al primo punto si trova il “controllo dei prezzi dell’energia elettrica, con l’introduzione in via transitoria per 12 mesi di un regime di prezzi amministrati per l’energia elettrica attraverso la fissazione di un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità (100 euro/Mwh) per imprese e utenze domestiche”. Al secondo punto il Partito Democratico lancia anche un “nuovo contratto ‘luce sociale’ per microimprese e famiglie con redditi medi e bassi con fornitura elettrica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e gratuita fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno per famiglia (pari al 50% del consumo medio), con prezzi comunque calmierati sulla parte eccedente”. Al terzo punto il “raddoppio del credito d’imposta per compensare gli extra-costi delle imprese per gas e elettricità a partire dal mese di giugno di quest’anno e poi, “un grande piano nazionale di risparmio energetico, incentivando degli investimenti delle imprese in efficienza energetica, e investimenti su produzione di energia da fonti rinnovabili nel quadro dell’accelerazione alla transizione ecologica che abbiamo messo come punto centrale del nostro programma”. E, infine, “pressione a livello UE per l’introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas”.

Per il Movimento 5 Stelle, invece, le misure più urgenti dovrebbero essere un ampliamento della platea dei beneficiari dei bonus sociali su luce e gas, oggi limitati alle famiglie con un Isee sotto i 12 mila euro. E un taglio netto dell’Iva sui beni di prima necessità. Infine il Terzo Polo con Carlo Calenda e Matteo Renzi spinge anch’esso sul nucleare ma nel suo programma Calenda ha annunciato che ci sarà spazio per termovalorizzatori e rigassificatori.