Notizie Valute e materie prime Metalli preziosi: oro ancora in luce su tensioni geopolitiche, toccati massimi da 12 mesi

Metalli preziosi: oro ancora in luce su tensioni geopolitiche, toccati massimi da 12 mesi

L’oro torna a mettersi in luce sui mercati finanziari in scia alle rinnovate tensioni geopolitiche. In una settimana densa di appuntamenti, con le riunioni delle banche centrali in primo piano (tra cui quella della Banca centrale europea giovedì 7), il fine settimana è stato ancora una volta dominato da una provocazione da parte della Corea del Nord dopo l’ennesimo test nucleare. E così gli investitori, come era accaduto la scorsa settimana, si sono diretti verso i beni rifugio ( in primis oro e yen) in un clima di avversione al rischio.

A mettere sotto pressione le Borse europee e a dare gas alle quotazioni del metallo giallo ci ha pensato ancora una volta la Corea del Nord. Sesto test nucleare da parte di Pyongyang, stavolta con una bomba all’idrogeno capace di armare un super missile intercontinentale. E per oggi è stato convocato un consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dopo la richiesta inoltrata dagli ambasciatori di Francia, Regno Unito, Usa, Giappone e Corea del Sud. Tramite Twitter il presidente statunitense, Donald Trump, ha fatto sapere che “gli Stati Uniti stanno considerando, in aggiunta alle altre opzioni, la possibilità di bloccare tutti i commerci con tutti i Paesi che fanno business con la Corea del Nord”.

E “ancora una volta le azioni della Corea del Nord hanno aumentato la pressione sulla Cina, il suo alleato economico e politico più vicino”, sottolinea Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK, in un commento sui mercati diffuso questa mattina.
“Il nuovo test nucleare nordcoreano è destinato a far crescere il nervosismo sui mercati in una fase caratterizzata da una modesta direzionalità”, commenta Alberto Biolzi, responsabile direzione wealth management di Cassa Lombarda. Secondo Biolzi l’attenzione si sposta sul fronte politico con i rischi legati alle possibili ritorsioni USA, che potrebbero optare tra intervento militare (per ora ancora meno probabile) e intensificazione delle sanzioni (con un probabile maggior supporto di Cina e Russia dopo gli ultimi eventi).

Timori e preoccupazioni che non lasciano indifferenti gli investitori e che sostengono il prezzo dell’oro che ha raggiunto in mattinata i massimi da un anno e ora viaggia poco sotto quota 1.340 dollari l’oncia (+0,69%). Positivo in generale l’andamento dei metalli preziosi, con l’argento che guadagna invece lo 0,4% a 17,887 dollari. Ha letteralmente messo il turbo il palladio che si è portato sui massimi da inizio 2001 e ora si muove in lieve rialzo a 977,77 dollari.