Notizie Indici e quotazioni Mercati europei tentano il rimbalzo, Piazza Affari compresa. Domani novità su questione catalana

Mercati europei tentano il rimbalzo, Piazza Affari compresa. Domani novità su questione catalana

I mercati europei provano a rialzare la testa nell’ultima seduta della settimana. Un tentativo di rimbalzo dopo la debolezza della vigilia, con gli investitori che sono rimasti cauti di fronte all’escalation della crisi in Spagna. Una decisione sulla questione catalana è attesa per domani, quando il governo di Mariano Rajoy ha convocato una riunione straordinaria del consiglio dei ministri per attivare l’articolo 155 della Costituzione, dopo il mancato impegno del presidente separatista catalano, Carles Puigdemont, a rinunciare all’indipendenza allo scadere del secondo ultimatum.

Nel Vecchio continente il Ftse 100 sale dello 0,3%, mentre il Dax di Francoforte e il Cac40 avanzano rispettivamente dello 0,42% e dello 0,26 per cento. Sulla stessa lunghezza d’onda Piazza Affari, con il Ftse Mib che avanza dello 0,38% a 22.217,17 punti. Tra i singoli titoli da segnalare il rimbalzo di Fca (+1,79%), mentre Saipem e Ubi Banca salgono entrambe di oltre l’1 per cento. Performance in calo per Moncler che lascia sul terreno lo 0,62 per cento.

Questa mattina i listini del Vecchio continente si muovono in territorio positivo, sostenuti dalle performance di Wall Street. “Wall Street è stata poi aiutata dal passaggio al Senato della budget resolution (in regime di ‘reconciliation’ per cui basta la maggioranza del 50%+1) predisposta dalla commissione finanza. Un successo relativamente atteso ma che è comunque da celebrare visti i margini risicati dei repubblicani (52 senatori su 100) al Senato”, ha commentato Alessandro Balsotti, head of asset management JCI Capital Limited, secondo il quale “la parte complicata sarà poi trovare un compromesso da quanto proposto in Camera e Senato che possa essere votato in entrambe le aule“.
Rimanendo sempre negli Stati Uniti, per quanto riguarda il capitolo presidenza Fed circolano nuove indiscrezioni che danno il governatore Jerome Powell come favorito per la corsa alla presidenza della banca centrale americana. A rivelarlo Politico che precisa che che il presidente Trump non ha ancora preso una decisione definitiva. Powell avrebbe l’appoggio del Segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, che sta portando avanti per conto di Trump la ricerca del nuovo presidente. Nella rosa dei finalisti, oltre a Yellen (il cui mandato scadrà nel febbraio 2018) e Powell, spiccano i nomi dell’ex governatore della Fed, Kevin Warsh; quello dell’economista di Stanford, John Taylor; e infine quello di Gary Cohn.

Gli appuntamenti di giornata
Giornata non particolarmente densa di appuntamenti macro: nel pomeriggio sono attesi gli aggiornamenti canadesi su inflazione e vendite al dettaglio, oltere al dato statunitense relativo le vendite di case esistenti. Si attende a mercato chiuso la decisione di Fitch sul rating dell’Italia.
Lato macro, prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa, è arrivato il dato sui prezzi alla produzione in Germania migliore delle attese. Nel dettaglio, a settembre il dato ha mostrato una crescita del 3,1% su base annua dal precedente +2,6% (consensus Bloomberg a +2,9 per cento). Su base mensile la crescita è stata pari allo 0,3% dal +0,2 dello scorso agosto (consensus Bloomberg a +0,1%).