Notizie Notizie Mondo Mercati Emergenti: Il dream team è formato da Brasile, filiera tech, e settore bancario cinese

Mercati Emergenti: Il dream team è formato da Brasile, filiera tech, e settore bancario cinese

21 Novembre 2017 13:41

 

 

 

 

Il 2017 è stato favorevole all’universo emergente. A ridosso del 2018, però, rimane da capire quale potrà essere il futuro di questi mercati e se esistono ulteriori margini di crescita. Come spiega in un report Morgan Harting, gestore di AllianceBernstein, se alcuni elementi destano preoccupazione (per esempio, la crisi venezuelana e l’acutizzarsi del rischio geopolitica e valutario), sono molti gli elementi a favore. Il primo sono le valutazioni dell’azionario con titoli ancora in forte sconto rispetto alle controparti scambi

te nei mercati sviluppati. Gran parte di questi Paesi, poi, presenta un miglioramento dei fondamentali macroeconomici, ovvero un’inflazione stabile o in rallentamento e un Pil previsto in crescita del 4,6% in media nei prossimi dodici mesi. E questa espansione è ben supportata da riforme e da sistemi di governo più efficienti.
“Passi in avanti importanti sono riscontrabili anche nei rapporti economici con l’estero, che rendono i Paesi emergenti meno dipendenti da capitali stranieri e meno vulnerabili ai rialzi dei tassi attuati negli Stati sviluppati”, aggiunge Harting. Nell’insieme, un quadro decisamente incoraggiante, al cui interno è possibile individuare tre tendenze meritevoli di attenzione: industria tech, settore bancario cinese e Brasile.

 

La spinta dell’industria tech

 

Il rally dell’azionario emergente ha seguito un percorso molto simile a quello del mercato Usa. Se in America i colossi del tech sono Facebook, Amazon, Netflix e Google, nei Mercati Emergenti il dream team è composto da Alibaba, Tencent, Samsung, Naspers e Taiwan Semiconductor.

Questo paniere di titoli ha raggiunto il triplo del ritorno ottenuto dall’intero azionario nel corso del 2017, ma non per forza devono rimanere gli unici”, dice Harting. Si pensi – aggiunge lo strategist – all’effetto che potrebbe avere una maggiore attenzione degli investitori verso quelle società e settori che sono di supporto alla crescita dei leader digitali, come i produttori di DRAM (Dynamic Random Access Memory) o di componenti elettrici.

Le aziende della filiera beneficiano del consolidamento industriale e di una più oculata disciplina patrimoniale che, a loro volta, si traducono in una crescita più rapida di utili e dividendi che, al momento, non è ancora riflessa nei multipli applicati”, aggiunge Harting.

 

Le big-banks cinesi

 

Tra i settori interessanti dell’universo EM c’è il bancario cinese: le maggiori banche scambiano infatti a una valutazione che è circa la metà rispetto agli altri player globali, nonostante queste dimostrino una redditività superiore e un rendimento sul dividendo doppio. “Inoltre – dice Harting – il contesto nel quale operano sta diventando più propizio: le società in Cina stanno rafforzando la loro redditività, si pensi al +35% ottenuto da molte aziende nel comparto industriale, andando così ad abbassare il rischio di credito e la qualità dei prestiti in pancia agli istituti”.

Al contempo, le autorità di Pechino hanno dato una stretta al fenomeno dello “shadow banking”, diffuso soprattutto tra le realtà di dimensioni più ridotte. “Tutto questo suggerisce che l’efficienza del sistema finanziario sta migliorando: più risorse vanno a confluire in attività produttive piuttosto che perdersi nei meccanicismi finanziari”, aggiunge Harting.

 

Il ritorno del Brasile

 

Quanto ai mercati l’interesse è rivolto al Brasile, il cui tasso di inflazione è passato dal 10% di gennaio a circa il 2,5% a novembre spianando la strada alla riduzione dei tassi di interesse che, finora, hanno spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari. L’azionario ha già prezzato il recupero economico del Paese, con un 2017 che chiuderà con un attivo del 30% dopo il +69% del 2016 e con un multiplo sugli utili a quota 24.

A questo punto – dice Harting – riteniamo che esista un ritorno ponderato per il rischio più interessante nell’universo del reddito fisso, anche se, a livello corporate, è possibile selezionare buone opportunità di investimento sia nel mercato equity che in quello del credito”.