Notizie Notizie Mondo Europa e Cina sorprendono i mercati. Russia e Brasile fuori dalla recessione

Europa e Cina sorprendono i mercati. Russia e Brasile fuori dalla recessione

10 Luglio 2017 10:49

 
 
 
Gli analisti confermano il quadro reflazionistico globale, con una fase positiva di crescita reale sincronizzata tra i Paesi: negli Usa, dopo il rallentamento registrato nel primo, il secondo trimestre conferma un’accelerazione del Pil verso il tasso di crescita potenziale del 2,5-3%. Inoltre sorprese positive provengono dall’Eurozona, dove il Pil cresce oltre il 2% annualizzato, la fiducia di imprese e consumatori è ai livelli più elevati da 6/7 anni, e dove (in maniera inusuale) i consumi interni e gli investimenti in moderata accelerazione sostengono la crescita. E ancora: sorprese positive arrivano dalla Cina, il cui Pil cresce tra il 6 e il 7% nonostante il processo di aggiustamento in corso dell’economia del Paese. In ultimo, Russia e Brasile (quest’ultimo nonostante il quadro politico non favorevole) sono praticamente uscite dalla recessione.
 
Crescita sincronizzata

 

Crescita economica, inflazione positiva (anche se contenuta) e condizioni finanziarie accomodanti (anche grazie a tassi di interesse in calo sul mercato obbligazionario e al dollaro debole) rendono lo scenario apprezzabile per gli investimenti, simile a quello del 2004/05”, è il parere di Emilio Franco, Responsabile Investimenti di UBI Pramerica SGR. “Tale contesto di crescita sincronizzata e in accelerazione e inflazione in modesto rallentamento – aggiunge Franco – è ancora favorevole al Reflation Trade, caratterizzato dalla sovra performance dei mercati azionari, in particolare i più ciclici, nei confronti di quelli obbligazionari core, da quella dell’High Yield verso l’Investment Grade e da performance positive per le commodity”.
 
Azionario
 
Come spiega lo strategist, sul fronte delle Banche centrali, la Fed ha alzato i tassi ufficiali per la terza volta dall’inizio del ciclo e in questo momento il mercato sconta una progressione dei tassi inferiore alle previsioni della stessa Fed (i c.d. “dots”). La Bce, dal canto suo, mantiene un approccio accomodante con previsioni di inflazione, anche nel 2019, al di sotto del target, mentre la Boj giapponese ha negato l’approssimarsi di una Exit Strategy. “La price action dei mercati nell’ultimo periodo è stata coerente, con quelli azionari che hanno sovraperformato quelli obbligazionari “core” – dice Franco – I rendimenti su questa parte del mercato, però, non sono saliti e, in particolare sui Treasury, sono calati, principalmente per la chiusura del posizionamento corto di duration che aveva caratterizzato la fine dello scorso anno“.

 

Obbligazionario

 

In ogni caso, con la riaccelerazione dell’economia americana e con la stabilizzazione del prezzo delle materie prime, potrebbero esserci le condizioni per un ritracciamento del mercato obbligazionario “core”. Il mercato azionario invece è atteso alla prova dei risultati del secondo trimestre che dovrebbero confermare il buon andamento degli utili. “All’interno del mercato abbiamo assistito a una fase di consolidamento e di rotazioni (per esempio, lo stile “growth” è tornato a sovraperofrmare quello “value”) che non sembrano indicare però un’inversione dei trend“, dice Franco.
 
Portafoglio

 

Secondo lo strategist, infine, un elemento importante in chiave di asset allocation è la riduzione della correlazione tra le asset class. Tale calo supporta gli effetti positivi della diversificazione, perseguita nei portafogli. Il quadro in ogni caso è di supporto ai mercati azionari più ciclici, con utili in crescita e valutazioni interessanti rispetto ai tassi di interesse. “Rimaniamo sottopeso di duration sui tassi “core” – dice Franco – Il contesto è poi favorevole all’High Yield, in particolare area Euro, rispetto all’Investment Grade”. Per concludere il dollaro. “Ci aspettiamo che il dollaro possa tendenzialmente rafforzarsi in futuro. Mentre è possibile una fase di debolezza per la Sterlina inglese”, conclude Franco