Notizie Notizie Mondo L’indice MSCI Korea (+30%) esalta il primato di Seul nell’innovazione

L’indice MSCI Korea (+30%) esalta il primato di Seul nell’innovazione

 

 
 

Il recente arresto di un top manager (nonché erede della famiglia proprietaria) di Samsung, unito ai venti di guerra nucleare che soffiano sulla penisola coreana, hanno gettato un’ombra anche sulla Corea del Sud. Nonostante il quadro negativo, però, l’indice MSCI Korea è cresciuto di quasi il 30% dall’inizio dell’anno.
 
Il passo veloce di Seul

 

Come spiega Emil Wolter, gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets, ai tempi dell’armistizio del 1953, che ha chiuso la sanguinosa Guerra di Corea, nella Corea del Sud si è assistito a rapidi sviluppi con un processo di crescita mai raggiunto prima da nessun altro Paese.

Non si è trattato però di uno sviluppo lineare: in molte occasioni il Paese ha fatto passi indietro, ma, grazie a una combinazione di assoluta dedizione al progresso e voglia di reinventarsi di volta in volta, Seul è arrivata a un livello di prosperità paragonabile a quello della Spagna, e persino superiore a quello di Grecia, Portogallo, Repubblica Ceca e Polonia. “In generale crediamo che dopo una lunga serie di trasformazioni nel corso degli ultimi 60 anni, il Paese stia provando ora con successo a migliorare anche la corporate governance”, è il commento di Wolter.

 

 Il cima al Bloomberg Innovation Index

 

Come spiega il gestore, le società coreane sanno di non poter competere con la Cina sul terreno delle economie di scala o dei costi di produzione. Tuttavia, grazie a una straordinaria attenzione all’educazione, la Corea del Sud è in grado di distinguersi per efficienza e capacità innovative.

“Operativamente – dice Wolter – società come Hyundai e Samsung sono state in grado di fare grandi passi avanti in termini di qualità dalla crisi asiatica del 1997. Non è quindi una sorpresa che il Paese sia in cima al Bloomberg Innovation Index per il quinto anno consecutivo”.

 

Passi in avanti nella corporate governance

 

Fino a poco tempo fa Comgest era riluttante all’idea di selezionare società coreane tramite il processo di investimento bottom-up (“Le aziende sudcoreane non prestavano sufficiente attenzione agli interessi degli azionisti di minoranza, il ROI era basso e la corporate governance insoddisfacente”), con l’eccezione di Shinsegae Retail, il motore di ricerca Naver e il produttore di giochi per computer NC Soft.

Oggi invece sono evidenti segnali che indicano come le riforme sociali e politiche del Paese portino a miglioramenti significativi a livello di corporate governance e a un ambiente in cui le irregolarità amministrative vengono affrontate. “Ciò dovrebbe favorire, nel tempo, il ritorno sugli investimenti come risultato di una più sana struttura di capitale e a più attente decisioni di investimento da parte di queste società – spiega Wolter – Quindi, in quanto stock picker, guardiamo con ottimismo alle opportunità che la Corea del Sud ha da offrire”.
 
Titoli in evidenza
 
Ma quali sono le migliori occasioni, ovvero i titoli su cui puntare? Per lo strategist, la prima azienda interessante è Loen Entertainment, un provider di musica online, come Apple e Spotify, ma integrato verticalmente in quanto possiede anche un’etichetta discografica e un’agenzia per la gestione degli artisti.

Segue Hanssen, che è market leader per le cucine, è entrato nel frammentato mercato dei contractor per le proprietà residenziali e sta muovendo i primi passi in Cina, che in questo mercato è indietro di 10-20 anni rispetto alla Corea.

Occhi puntati poi su Orion, produttore di biscotti che usa tecniche moderne per distribuire i prodotti sul mercato cinese; e Samsung Life, che ha una quota del 22-25% nel mercato assicurativo sudcoreano. Infine Wolter segnala NCSoft and NetMarble, “Le barriere all’ingresso per i produttori di giochi per computer e dispositivi mobili stanno aumentando – spiega il gestore – Le risorse necessarie per lo sviluppo e la promozione di questi software è cresciuta significativamente, rendendo così la posizione delle società leader sempre più competitiva”.