Notizie Notizie Mondo Giappone verso le elezioni anticipate. Ma la politica non inciderà su crescita e riforme

Giappone verso le elezioni anticipate. Ma la politica non inciderà su crescita e riforme

29 Settembre 2017 11:50

 
 
Come preannunciato, il Primo Ministro del Giappone, Shinzo Abe, ha sciolto il Parlamento per andare alle elezioni il prossimo 22 ottobre. Abe cerca di approfittare del miglioramento nei sondaggi in seguito alla forte presa di posizione assunta in seguito ai test missilistici della Corea del Nord, mentre in precedenza la sua popolarità aveva fortemente risentito di una serie di scandali e di cattiva stampa. “Questa è quindi un’opportunità per un rafforzamento del proprio mandato – è il commento di Mark McFarland, Chief Economist Asia di Union Bancaire Privée (UBP) – E ritengo che la sua politica economica resterà molto espansiva e che la crescita continuerà a superare le previsioni”.

 Investire sulle nuove generazioni

Secondo l’analisi di UBP la campagna elettorale del partito liberal democratico (LDP) si focalizzerà soprattutto su tre temi: accelerare l’allontanamento da una costituzione pacifista; arrestare la crescita del nuovo partito di opposizione fondato dal governatore di Tokyo, Yuriko Koike; e infine aumentare il voto fra i giovani offrendo assistenza governativa nel campo dell’istruzione. In quest’ultimo ambito, Abe ha annunciato che procederà ad aumentare le tasse complessive sui salari dall’8 al 10% per destinare 18 miliardi di dollari per l’istruzione dei giovani.

Campagna elettorale

La campagna elettorale del Primo Ministro comincia in ogni caso da una posizione di forza, con il suo partito e i suoi alleati di coalizione che controllano due terzi del parlamento. Ma non tutto è scontato. “Il rischio è che l’intenzione di Koike di formare un nuovo partito d’opposizione possa portare a una riduzione del mandato di Abe proprio in un momento in cui importanti riforme (per esempio, la legislazione sul lavoro e sulle licenze dei casinò) stanno per cominciare il loro iter in Parlamento”, spiega McFarland. Che aggiunge: “Nonostante la bassa probabilità che ciò avvenga, è un esito possibile che va preso seriamente in considerazione”.

Implicazioni di portafoglio

Per il Giappone nel suo complesso, vanno tenute in considerazione due importanti implicazioni. La prima è che se Abe dovesse davvero uscirne con un mandato rafforzato, ciò sarebbe positivo per le società del settore della difesa e quello dell’istruzione, che beneficerebbero di un aumento della spesa. In secondo luogo, come spiega McFarland, queste misure hanno poco, se non nulla, da offrire per un miglioramento del potenziale di crescita di lungo termine del Giappone o per aiutare il Paese a raggiungere il 2% di inflazione.
L’economia giapponese sta crescendo a tassi che stanno battendo le stime del consensus, e io mi aspetto che questo continui”, dice lo strategist. “L’assenza di inflazione significa che le politiche non cambieranno nel breve periodo per allineare il Paese alle politiche di bilancio della Federal Reserve e della Bce. Per questo motivo siamo overweight sull’azionario giapponese nei portafogli dei nostri clienti”, conclude McFarland.