Notizie Notizie Italia Tassa su extraprofitti non decolla, incassato meno di un miliardo. Landini vuole estenderla a banche e pharma

Tassa su extraprofitti non decolla, incassato meno di un miliardo. Landini vuole estenderla a banche e pharma

La tassa sugli extraprofitti fa discutere a meno di un mese dalle elezioni. Il decreto Aiuti ha applicato per le imprese energetiche un’aliquota del 25 per cento sugli extraprofitti ottenuti grazie all’aumento dei prezzi di gas e petrolio. Ad oggi però i soldi incassati risultano ben sotto quelli previsti. Dei 4,2 miliardi di euro attesi con la prima rata (scaduta il 30 giugno), lo Stato ha incassato poco meno di 1 miliardo. E’ stato anticipato al 31 agosto il termine per mettersi in regola con l’acconto, pagando una sanzione limitata. Ma la gran parte delle imprese ha deciso di non pagare e fare ricorso. Entro fine anno era previsto l’incasso di altri sei miliardi circa.

Il flop della tassazione degli extraprofitti rappresenta una grossa incognita anche perchè la campagna elettorale vede i principali partiti tutti sostenere tale misura per tamponare la crisi energetica e addirittura c’è che si spinge a chidere che la tassazione sia sul 10% degli extraprofitti. Inoltre nei giorni scorsi il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha proposto di estendere anche a settori come banche e farmaceutica. “Serve subito un nuovo intervento per famiglie e imprese, da finanziare ridistribuendo tutti gli extraprofitti, non solo quelli delle aziende energetiche, ma ad esempio anche quelli di banche e farmaceutici, mai così alti da 10-12 anni”.

Il leader del M5S, Giuseppe Conte, si è detto favorevole a estendere la tassazione ai settori farmaceutico e assicurativo.

Modifiche alla tassa vengono invece invocate da destra. L’esperto economico di FdI, Maurizio Leo, rimarca come la tassa sia parametrata sull’Iva “ma bisogna cambiare la base imponibile, colpire il vero extraprofitto, e dunque riferirla al biancio, per individuare solo il profitto relativo all’energia. A quel punto possiamo discutere un’aliquota anche oltre il 25%, portarla ad esempio al 50%”. Per un potenziamento fino al 100% dei 50 miliardi di extraprofitti delle società energetiche sono invece Europa Verde e Sinistra italiana.

Le imprese energetiche presenti in Italia nei primi 5 mesi di quest’anno hanno visto aumentare i ricavi, rispetto allo stesso periodo del 2021, del 60 per cento, stando a quanto riferisce la CGIA in relazione alle attività industriali estrattive di materie prime energetiche (come il petrolio, il gas naturale, etc.) e dell’industria della raffinazione. Con riferimento al periodo gennaio-maggio, la crescita del fatturato delle imprese del settore energetico nel 2019 è stata dello +0,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; successivamente, in piena pandemia i ricavi invece sono crollati del 34,6 per cento (gennaio-maggio 2020 sullo stesso periodo anno precedente); diversamente, nei primi 5 mesi del 2021 la variazione è stata del +19,6 per cento. Quest’anno, infine, il fatturato ha subito una impennata impressionante che, come dicevamo, è stata del +60%.