Notizie Notizie Mondo Fed: mercati attendono l’esito del Fomc, tassi rimarranno fermi. Inflazione, sorvegliata speciale da Yellen & Co

Fed: mercati attendono l’esito del Fomc, tassi rimarranno fermi. Inflazione, sorvegliata speciale da Yellen & Co

Mentre negli Stati Uniti (ma anche in Europa e Italia) la stagione degli utili tiene banco, catalizzando l’attenzione dei mercati, dietro l’angolo c’è un altro appuntamento: la riunione della Federal Reserve (Fed) che arriva a distanza di quasi una settimana dalle dichiarazioni della Bce di Mario Draghi che ha lasciato la sua politica monetaria invariata prima della “pausa estiva”. E anche da Oltreoceano non dovrebbero emergere novità significative, tutto rimandato anche in questo caso agli appuntamenti autunnali di settembre e ottobre che si preannunciano “caldi” per le due banche centrali. Per la Fed il punto di partenza potrebbero essere le recenti dichiarazioni (con toni da colomba) del presidente Janet Yellen, che ha parlato di rialzo graduale dei tassi di interesse, stemperando l’ipotesi che la Fed adotti un percorso aggressivo di aumento di tassi.

E proprio dal fronte tassi non sono attese azioni: il mercato è convinto che non ci sarà nessun nuovo annuncio dopo la stretta di marzo e di giugno, quando sono stati alzati nel range 1-1,25 per cento. Il comunicato ufficiale sulle decisioni sul costo del denaro verrà diffuso domani sera a partire dalle ore 20 italiane e non sarà seguito dalla conferenza stampa di Janet Yellen. Con molta probabilità l’istituto centrale di Washington continuerà tuttavia a preparare il mercato in vista dell’avvio del programma di riduzione del bilancio.

“E’ piuttosto improbabile che il Federal Open Market Committee (FOMC) della Fed decida di aumentare i tassi nella riunione di questa settimana. Dall’altro lato, gli operatori finanziari presteranno molta attenzione all’opinione della Yellen circa i dati sull’inflazione, che mostrano una crescente debolezza, così come ad ogni possibile indicazione sulla riduzione della dimensione del bilancio della Fed”. A dirlo Franck Dixmier, global head of fixed income di Allianz Global Investors, che ricorda come la Fed abbia un doppio mandato da rispettare: garantire la piena occupazione e un tasso di inflazione nel medio termine del 2%.
Attualmente si registra, tuttavia, una crescente divergenza tra i deludenti trend inflazionistici e il mercato del lavoro statunitense che ha quasi raggiunto la piena capacità. L’esperto di Allianz Global Investors ricorda che “il dato considerato chiave dalla Fed per l’inflazione – il Deflator of Personal Consumption (PCE) – è diminuito negli ultimi mesi all’1,4%”. Secondo Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, “il recente miglioramento del quadro macro dovrebbe permettere a Yellen&Co di evitare toni troppo cauti, anche se l’inflazione ha deluso. E non è detto che il Committee non decida di dare indicazioni sull’inizio della balance sheet reduction, anche se non è probabile”.

Archiviata la riunione della Fed, per le banche centrali si prospetta “una calma stagione estiva”. Fino almeno a fine agosto quando è previsto il simposio di Jackson Hole, l’appuntamento annuale organizzato dalla Fed che chiama a raccolta nel Wyoming economisti e banchieri centrali. Al super summit è atteso quest’anno anche il governatore della Bce, Mario Draghi. E l’attesa dei mercati che Yellen e Draghi foniscano qualche indicazioni in più sulle prossime mosse dei rispettivi istituti.