Notizie Notizie Italia Enel va avanti su questione Russia: cessione attività a Lukoil e Gazprom. Cosa dice il quadro tecnico

Enel va avanti su questione Russia: cessione attività a Lukoil e Gazprom. Cosa dice il quadro tecnico

17 Giugno 2022 11:44

Enel va avanti sul tema Russia. La big energetica italiana ha, infatti, terminato il processo di cessione delle attività in Russia, già iniziato negli anni passati con l`intenzione di uscire dal paese e ribadito dalla società come conseguenza degli eventi geopolitici tra Russia/Ucraina. A Piazza Affari il titolo Enel sale di quasi il 2% a 5,497 euro (-22% il saldo da inizio anno, -17,3% la performance a 6 mesi).

La cessione

Enel ha ceduto la sua controllata russa a Lukoil e al Fondo “Gazprombank-Frezia”. Si tratta della cessione dell’intera partecipazione detenuta in Enel Russia, pari al 56,43%, per un corrispettivo di circa 137 milioni di euro che sarà corrisposto al closing. Con il completamento dell’operazione, spiega la nota, Enel cederà tutti i suoi asset di generazione elettrica in Russia, che includono circa 5,6 GW di capacità convenzionale e circa 300 MW di capacità eolica in diverse fasi di sviluppo, garantendo continuità ai propri dipendenti e clienti. Un’operazione, precisa il gruppo, genererà un effetto positivo sull’indebitamento finanziario netto consolidato del Gruppo Enel per circa 550 milioni di euro e un impatto negativo sull’utile netto di gruppo reported di circa 1,3 miliardi, principalmente dovuto al rilascio della riserva di conversione cambi, per circa 1,1 miliardi al 31 maggio 2022. “Questo effetto contabile non avrà alcun impatto sui risultati economici ordinari”, segnala Enel.

Equita giudica positivamente “la riduzione del debito per Enel considerata ormai la minima contribuzione degli asset Russi e l`intenzione di migliorare ulteriormente il profilo ESG del gruppo che esce quindi dalle centrali termoelettriche per 5.6GW”. “Il write down delle riserve è una posta non ricorrente che non impatta la distribuzione dei dividendi (al pari degli altri write down fatti sulle attività termoelettriche di Enel negli anni scorsi)”, aggiungono gli analisti che mantengono la raccomandazione di acquisto su Enel, con target di 8,1 euro.

Nella stessa nota Enel ha precisato di avere già adottato o promosso alcune misure che hanno comportato la cessazione della direzione e coordinamento nei confronti di Enel Russia, tra cui la designazione da parte di Enel di soli amministratori indipendenti, di nazionalità russa, in occasione del recente rinnovo del consiglio di amministrazione della società; la nomina di un nuovo direttore generale, sempre di nazionalità russa, che riporta esclusivamente al consiglio di amministrazione; la cessazione, ove possibile, dei contratti infragruppo; e la modifica della struttura organizzativa del Gruppo Enel al fine di interrompere il riporto gerarchico delle funzioni di staff o di business di Enel Russia rispetto a quelle di Enel.

Enel: al via buyback, programma prevede acquisto di 2,7 mln di azioni proprie

Sempre ieri Enel ha dato il via a un programma di acquisto di azioni proprie legato alla sostenibilità. Il consiglio di amministrazione della big italiana dell’energia ha approvato l’avvio di un programma di acquisto di azioni proprie, per un numero di azioni pari a 2,7 milioni, pari a circa lo 0,027% del capitale sociale di Enel. Il programma, la cui durata si protrarrà dal 17 giugno a non oltre il 19 settembre 2022, è a servizio del piano di incentivazione di lungo termine per il 2022 destinato al management di Enel e/o di società da questa controllate.

Il punto tecnico su Enel (a cura dell’ufficio studi di Borse.it)

Dal punto di vista tecnico, Enel sta attraversando una fase ribassista avviata sostanzialmente a fine aprile dello scorso anno e ben si vede dalla trend line discendente costruita sui massimi di aprile e agosto 2021 e confermata anche a gennaio di quest’anno. Più nel breve periodo, il titolo è uscito dalla fase laterale tra 5,6 e 6,4 euro che durava da oltre un mese rompendo al ribasso la parte bassa del trading range nella seduta del 10 giugno. La debolezza ha portato poi Enel nei pressi dei minimi di periodo toccato il 7 marzo a 5,29 euro. La rottura di tale supporto importante potrebbe dare sfogo ai ribassisti verso zona 5 euro, tornando sui livelli che non si vedevano da fine dicembre 2018. Al rialzo, invece, bisognerà attendere almeno il superamento di 6,66 euro per avere un primo segnale positivo in tale direzione per poi puntare verso 5,9 e 6,2 euro, area di prezzo dove transita anche la suddetta trend line ribassista.