Notizie Notizie Italia Bce, Lagarde pronta a fissare tetto spread? BTP ci credono, tassi in forte calo

Bce, Lagarde pronta a fissare tetto spread? BTP ci credono, tassi in forte calo

Dopo l’annuncio della Bce sul nuovo scudo anti-spread a cui sta lavorando, Christine Lagarde, numero uno della banca centrale, tenta di rassicurare ancora i mercati. E ci riesce.

Tanto che i tassi dei BTP decennali continuano a puntare verso il basso, allontandosi da quei valori superiori al 4% che avevano testato prima della riunione di emergenza indetta dalla Bce, mentre lo spread BTP-Bund scende sotto la soglia di 200 punti base, rispetto alla fiammata verso quota 250 che aveva fatto drizzare i capelli alla comunità degli operatori di mercato.

Qual è la novità che sta riportando gli acquisti sulla carta italiana? La novità è che, in una riunione che si è tenuta a Bruxelles nella giornata di ieri, Lagarde ha detto ai ministri delle Finanze dell’area euro che il nuovo strumento anti-spread (strumento, per dirlo con le parole della Bce, contro il rischio di frammentazione finanziaria dell’Eurozona) verrà lanciato se i costi di rifinanziamento (del debito) delle nazioni più deboli saliranno in modo troppo sostenuto e troppo velocemente. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa Bloomberg, sulla base di alcune fonti interpellate. Non una novità di quelle eclatanti, ma il fatto che l’assist di Francoforte sia stato ulteriormente ribadito ha ridato fiducia a chi guarda ai BTP e altri debiti sovrani.

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Lagarde ha precisato inoltre che il nuovo meccanismo a cui i funzionari della banca centrale stanno lavorando ha come obiettivo quello di impedire che i movimenti irrazionali dei mercati mettano sotto pressione le singole nazioni dell’area euro, in un contesto in cui la Bce si prepara ad alzare i tassi per la prima volta in più di dieci anni. L’incontro con i ministri si è svolto in forma privata, ma le indiscrezioni stanno già sortendo il loro effetto. Sicuramente l’effetto si è fatto sentire nelle ultime ore delle contrattazioni di ieri sull’euro che, dopo i rumor, è schizzato dell’1,2% a $1,0580. Oggi la moneta unica ritraccia, ma rimane sopra la soglia di $1,05.

Bce, Lagarde verso tetto sugli spread? Le indiscrezioni

Stavolta si può dire che la numero uno della Bce è stata più chiara nell’esprimere la sua intenzione di chiudere gli spread: secondo le fonti, Lagarde ha puntualizzato anche che lo strumento potrebbe essere attivato nel momento in cui gli spread tra i bond salissero oltre una determinata soglia. E quest’ultima promessa è quella che i mercati stanno apprezzando di più. Vuol dire che la banca centrale intende prefissarsi un limite massimo a cui i differenziali possono arrivare. Una sorta di tetto sullo spread, insomma.

Quella che si appresta a concludersi è sicuramente una settimana all’insegna della Fed e del suo maxi rialzo dei tassi; ma protagonista è tornata a essere anche la Bce, sotto i riflettori dal BCE Day di giovedì scorso 10 giugno, quando il Consiglio direttivo dell’Eurotower, riunitosi ad Amsterdam, si è mostrato molto più falco di quanto paventato dai mercati, scatenando un pesante sell off sull’azionario e i titoli di stato dell’area euro.

Con la riunione di emergenza di due giorni fa, Lagarde è corsa ai ripari, dimostrando di non essere rimasta insensibile alle fiammate dei tassi dei BTP e di altri debiti sovrani del blocco.

I tassi sui BTP decennali nel post Bce erano schizzati fino a oltre il 4%, al record dal 2013 e lo spread BTP-Bund era volato verso quella che da tempo viene considerata la soglia pericolo,. Dopo la notizia del prossimo assist della Bce, i BTP sono tornati a essere oggetto di buy da parte degli investitori, con i rendimenti scesi sotto la soglia del 4%.

Certo, i mercati ci vanno cauti: nelle ultime ore Franck Dixmier, responsabile della divisione globale di reddito fisso di Allianz Global Investors, ha avvertito che “le condizioni finanziarie dell’Italia si deterioreranno molto più velocemente che nel resto dell’Eurozona”, visto che la crescita economica del paese sarà inferiore che altrove.

Bce sfornerà scudo anti-spread a luglio?

Nella nota odierna Lampi di Colore, lo strategist di Anthilia Giuseppe Sersale ha commentato le novità emerse sui mercati sottolineando che “ieri il BTP ha continuato a scendere, e che lo spread è tornato nei pressi di 200.”.

Sul nuovo bazooka anti-spread Sersale ha fatto notare che il Governing Council vuole lo strumento pronto per luglio, perchè teme che la frammentazione inibisca la trasmissione della politica monetaria, ed è pronto a bilanciare gli acquisti, cosa che è stata inizialmente letta come che si può vendere titoli core per comprare quelli periferici senza impattare la base monetaria. Inutile dire che il Bund è crollato a nuovi minimi, mentre il BTP ha recuperato bene. Successivamente il membro ECB (e governatore di Bankitalia) Visco ha chiarito il concetto: si tratta di sterilizzare gli acquisti drenando la liquidità. Visco ha fatto altri commenti rilevanti, indicando anche un livello che vede come “giustificato dai fondamentali” ma ha chiarito che lo strumento anti frammentazione va a braccetto con la normalizzazione. Ergo, serve a far salire i tassi senza rovinare il mercato. Anche il Ministro olandese Kaag si è espresso a favore del meeting e dello strumento, cosa non banale da parte di un elemento di quel paese. Evidentemente c’è accordo tra i membri sulla necessità di questo passo. E’ possibile che lo spread stringa ancora nei prossimi giorni, a prescindere dal sentiment”.

Intanto, negli ultimi giorni è arrivata anche un’altra notizia:

quella della decisione dei fondi pensione complementari di continuare a tagliare la loro allocazione nel comparto del reddito fisso. I dati sono stati resi noti dal COVIP, la Commissione di Vigilanza sui fondi pensione: dal rapporto è emerso che il taglio delle esposizioni è stato l’anno scorso pari a 2,5 punti percentuali a €94,8 miliardi di euro, e che, in particolare, le esposizioni ai BTP e in generale verso la carta italiana sono scese dal 17,6% al 16,8%, anche se in termini di valore le allocazioni sono salite a €29,6 miliardi nel 2021 dai €28,5 miliardi del 2020.