Notizie Notizie Mondo Cina: Pil rallenta a +6,8% nel III trimestre, ma produzione migliore delle attese. Proseguono i lavori del Congresso

Cina: Pil rallenta a +6,8% nel III trimestre, ma produzione migliore delle attese. Proseguono i lavori del Congresso

Nel bel mezzo di lavori del diciannovesimo Congresso del Partito comunista cinese, arrivano una serie di indicazioni sull’andamento dell’economia cinese. A cominciare dal dato sul Prodotto interno lordo (Pil) cinese del terzo trimestre che è salito del 6,8% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al +6,9% del secondo trimestre. Un rallentamento atteso dagli analisti. Pechino si attende una crescita al 6,5% nel 2017, in leggera flessione rispetto al 6,7% registrato l’anno scorso. 

Tra i dati diffusi stamattina è risultata migliore delle aspettative la produzione industriale della seconda economia mondiale che ha evidenziato una crescita del 6,6% rispetto al corrispondente mese del 2016, contro il +6% di agosto (consensus Bloomberg pari a +6,5 per cento). Sempre oggi è stato comunicato anche il dato relativo alle vendite di case in Cina, che hanno sofferto una contrazione per la prima volta dall’inizio del boom immobiliare iniziato due anni fa. Nel dettaglio le vendite sono scese del 2,4% su base annua. E infine aggiornamento anche sul fronte delle vendite al dettaglio che sono aumentate a settembre del 10,3% nei confronti di settembre 2016, accelerando rispetto al +10,1% registrato ad agosto. Gli analisti si aspettavano un aumento leggermente più basso a +10,2 per cento.

In Cina è tempo di Congresso
Intanto ieri è iniziato ufficialmente il nuovo Congresso del Partito comunista cinese, che dovrà definire la nuova leadership e i progetti strategici primari per lo sviluppo del gigante asiatico nei prossimi cinque anni. I lavori termineranno il prossimo 24 ottobre. Nel suo discorso inaugurale il presidente cinese Xi Jinping ha parlato di “nuova era” per la Cina con un impegno a costruire un Paese socialista moderno che sarà governato dal partito ma aperto al mondo.
“Come da attese il messaggio iniziale è rimasto molto vago nella sua definizione delle “brillanti prospettive” e delle “ardue sfide” che attendono la Cina nei prossimi anni e decenni”, ha commentato Alessandro Balsotti, head of asset management JCI Capital Limited, ricordando, tuttavia, che “l’obiettivo del congresso è soprattutto la selezione delle persone. Sarà quindi il nuovo assetto (un forte rinnovamento è atteso se non altro per motivi anagrafici, con la consuetudine di pensionare i policy makers che hanno superato i 68 anni di età) del Comitato Centrale, del Politburo (25 membri) e dello Standing Committee dello steso politburo (7 membri, certamente il ponte di comando più potente del regime) che darà indicazioni sul rafforzamento/indebolimento di Xi e della sua agenda”.