Notizie Notizie Mondo Brexit: oggi prendono il via i negoziati a Bruxelles. Focus su sterlina con incerto scenario politico

Brexit: oggi prendono il via i negoziati a Bruxelles. Focus su sterlina con incerto scenario politico

A distanza di quasi un anno dal referendum sulla Brexit (23 giugno), che ha visto gli inglesi schierarsi a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, e a circa tre mesi dalla consegna della lettera all’Unione europea da parte del Regno Unito che ha fatto scattare la richiesta d’uscita dalla Ue, appellandosi all’articolo 50 del Trattato di Lisbona (29 marzo), oggi prendono ufficialmente il via i negoziati a Bruxelles che dovrebbero concludersi entro il 31 marzo 2019. “Michel Barnier, principale negoziatore della Commissione europea, e David Davis, segretario di Stato inglese per l’uscita dall’Unione europea, hanno concordato settimana scorsa di iniziare le trattative relative all’articolo 50 lunedì 19 giugno”, si legge sul sito della Commissione Europea.

Il clima è diventato particolarmente teso, rispetto a qualche mese fa, per la premier Theresa May dopo l’esito delle elezioni dello scorso 8 giugno. Una tornata elettorale che l’ha vista vincere senza tuttavia conquistare la maggioranza assoluta. Si è così delineato lo scenario di “parlamento impiccato”. Una situazione che si è ribaltata rispetto ad aprile, quando May aveva indetto a sorpresa le elezioni anticipate per giugno: la sua volontà era quella di rafforzare il suo mandato e quello del partito conservatore proprio in vista dei negoziati con Bruxelles. “La scommessa perduta della May può essere ricondotta in parte alla volontà di alcuni britannici di sconfessare la sua strategia riguardo a una hard Brexit che prevede un’uscita totale dal mercato unico e dalla giurisdizione della Corte di Giustizia dell’Unione europea, la preferenza per “nessun accordo rispetto a un cattivo accordo”, e la minaccia velata di utilizzare la fiscalità per aumentare la competitività del Regno Unito. Di certo, l’esito delle elezioni non rende più agevole l’iter delle trattative“, commentano gli esperti di Amundi nell’analisi dei mercati pubblicata nei giorni scorsi, e incentrata proprio sulla Brexit.

Sterlina, scenario politico rappresenta maggiore fattore di rischio

E tra gli inglesi sale la voglia di una Brexit soft e di un referendum bis. Secondo un sondaggio di Survation, il 53% dei cittadini britannici vorrebbe votare nuovamente (tra due anni) sul risultato finale dei negoziati sull’uscita di Londra dall’Ue. In questo scenario di forte incertezza, sui mercati finanziari si guarda all’andamento della sterlina. Nelle scorse settimane la valuta britannica è finita sotto pressione in scia al risultato elettorale. In particolare, nella settimana post elezioni, le vendite si sono abbattute sulla sterlina che è stata una delle peggiori valute a livello mondiale. Secondo l’ufficio studi di Mps Capital Services, lo scenario politico rappresenta il maggiore fattore di rischio per la sterlina. Per questa ragione gli esperti scrivono: “nel breve periodo non possiamo escludere una certa debolezza della sterlina, alla luce del quadro politico incerto”. Prevedono però una ripresa nella seconda parte dell’anno.

 

(Notizia aggiornata alle 10)