Notizie Notizie Mondo Attenzione al troppo rigore nella normalizzazione monetaria, potrebbe essere pericoloso (Greenwood, Invesco)

Attenzione al troppo rigore nella normalizzazione monetaria, potrebbe essere pericoloso (Greenwood, Invesco)

 

Nel 2018 le economie planetarie consolideranno i segnali di forza mostrati quest’anno. È questa la convinzione base dell’outlook per il 2018 presentato mercoledì scorso da Invesco e sottoscritto da una firma di lusso quale quella di John Greenwood (nella foto), capo economista della società basato a Londra.

Nell’incontro riservato alla stampa avvenuto a Milano la scorsa settimana, Greenwood ha ribadito con forza le sue convinzioni circa gli attuali trend macroeconomici. “Ci sono buone ragioni per ritenere che l’attuale espansione dell’economia americana sia destinata a protrarsi – ha chiosato Greenwood – e potrebbe diventare la fase positiva più lunga della storia finanziaria degli Stati Uniti. Ciò implicherebbe una ripresa continua superiore all’espansione record di 120 mesi registrata tra marzo 1991 e marzo 2001″.

 

Unico intoppo: procedere con troppo rigore nella “normalizzazione monetaria”

Cautela nel processo di normalizzazione monetaria. È questo il mantra che le Banche centrali dovrebbero ripetere, secondo Greenwood, nel proseguire lungo la strada verso la normalizzazione delle politiche monetaria.

“L’unica minaccia reale alle nostre previsioni è la possibilità che la Fed (e le altre banche centrali, ndr) possano commettere un errore, adottando una linea di politica monetaria troppo rigorosa sulla strada della normalizzazione”, ha spiegato l’esperto economista.

“In questo quadro – ha concluso sul tema Greenwood – la Federal Reserve si sta preparando a rialzare i tassi d’interessa tra il 2 e il 2,25% entro la fine del 2018”.

 

Divergenza fra dinamica occupazionale e salariale

Alla domanda sulle aspettative d’inflazione, Greenwood ha risposto in maniera laconica. “Spiegare questa debolezza con fattori temporanei non è più credibile”, ha proseguito Greenwood, “sono del parere che il problema sottostante sia la lenta crescita della moneta e del credito e la curva di Phillips, che lega l’aumento dei salari a quello dell’occupazione, si è dimostrata inadeguata a inquadrare l’attuale situazione”.

Non è un caso, infatti, che i dati sul mercato del lavoro diffusi venerdì 8 dicembre abbiano confermato le tesi di Greenwood e la dinamica duale in atto Oltreoceano: buona dinamica occupazionale in assenza però di un altrettanto brillante dinamica salariale.