Notizie Notizie Mondo Agenda macro: ecco i principali appuntamenti dell’ultima settimana dell’anno

Agenda macro: ecco i principali appuntamenti dell’ultima settimana dell’anno

Archiviato il ponte per le festività natalizie, con i listini europei che tornano ad aprire i battenti nella giornata di mercoledì 27 dicembre (Wall Street torna agli scambi il 26 dicembre), sono diversi gli appuntamenti macro e non da monitorare nel corso dell’ultima settimana dell’anno.  Ecco i principali dati dell’ottava:

Martedì 26 dicembre in primo piano il Giappone, dove verrà pubblicato il dato sull’inflazione e quello sulla disoccupazione, mentre negli Stati Uniti verrà comunicato l’indice Richmond manifatturiero. Sul fronte aste, l’attività riprenderà a pieno ritmo proprio il 26 con il Giappone e gli Stati Uniti protagonisti, con l’emissione di titoli a 2 anni.

Nella giornata di mercoledì 27 dicembre in mattinata sono attese le vendite al dettaglio in Germania e in Spagna. Per gli Stati Uniti è atteso un aggiornamento sul mercato immobiliare, con la pubblicazione del dato sulle abitazioni in corso. Da segnalare che l’Italia sarà impegnata nel collocamento di Bot a sei mesi per 6,5 miliardi e di Ctz fino al 2019 per 2,5 miliardi. Sempre mercoledì in programma anche l’emissione di Note a 5 anni da parte degli Stati Uniti

Giovedì 28 dicembre ancora in primo piano il Giappone con il dato sulla produzione industriale, mentre Oltreoceano è attesa la consueta pubblicazione settimanale relativa alle nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Per la zona euro si guarda alla pubblicazione del bollettino economico della Banca centrale europea (Bce) che verrà diffuso per le 10. Per l’Italia, in agenda la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, con lo scioglimento delle Camere atteso entro la fine dell’anno. Per il calendario aste, ancora l’Italia con titoli a 5 e 10 anni, a cui seguirà in serata il Tesoro americano con Note a 7 anni.

L’agenda di venerdì 29 dicembre prevede: l’inflazione in Spagna, i prezzi alla produzione in Italia, ma anche l’inflazione in Germania.