Notizie Notizie Mondo Agenda della prossima settimana: le banche centrali tornano protagoniste. Attenzione agli indici PMI

Agenda della prossima settimana: le banche centrali tornano protagoniste. Attenzione agli indici PMI

 

La prossima sarà la settimana delle trattative in vista dell’approvazione della riforma fiscale statunitense e del bilancio britannico, ma anche quella in cui le Banche centrali si riprenderanno il centro della scena.

Incassato il via libera della Camera, per la riforma fiscale voluta dall’Amministrazione Trump il banco di prova ora è rappresentato dal voto del Senato. Il presidente ha promesso di arrivare a una riforma entro la fine dell’anno (ma l’ok definitivo potrebbe slittare al 2018). Nel caso del bilancio britannico, il deficit minore da 10 anni registrato a settembre, e i rischi al ribasso connessi al processo di uscita dall’Unione Europea, potrebbero spingere l’esecutivo a privilegiare misure pro-crescita.

Dal fronte istituti centrali, a muovere i mercati ci penseranno gli interventi di Mario Draghi (Banca Centrale Europea, lunedì), di Philip Lowe (Reserve Bank of Australia, martedì), di Janet Yellen (Federal Reserve, mercoledì) e di Thomas Jordan (Swiss National Bank, giovedì). Lunedì la BundesBank pubblicherà il suo report mensile mentre mercoledì la Bank of England diffonderà le previsioni di autunno.

Sono inoltre in calendario le minute della RBA (martedì), della Fed (mercoledì) e della BCE (giovedì). Per quanto riguarda la prima, i verbali dovrebbero confermare che, nonostante alcune indicazioni altalenanti, la crescita dell’economia si va irrobustendo. Anche nel caso della Fed non sono attese grandi novità, visto che ormai la percentuale di operatori che stimano una stretta sui tassi nel meeting di dicembre supera quota 90%.

Particolare attenzione invece al resoconto in arrivo da Francoforte, che permetterà  agli operatori di conoscere la consistenza della fronda che nel meeting del 26 ottobre ha votato contro la proposta di non fissare una scadenza per il piano di acquisto asset. Salito di oltre un punto percentuale nell’ultima settimana sopra la soglia degli 1,18$, l’euro potrebbe incrementare i guadagni nel caso di un’opposizione particolarmente consistente.

Per quanto riguarda le indicazioni macro, la settimana si apre con la bilancia commerciale giapponese  che, per quanto riguarda le esportazioni, dovrebbe evidenziare l’11° mese consecutivo di aumento. Martedì sarà la volta del dato statunitense che misura le vendite di case esistenti, visto in aumento da 5,39 a 5,42 milioni, mentre mercoledì l’appuntamento è con gli ordini di beni durevoli statunitensi, per i quali il consenso è orientato per un +0,4% mensile.

Giovedì riflettori puntati sugli indici PMI, quelli che misurano il sentiment dei direttori degli acquisti, di Eurolandia. Nel caso del manifatturiero, il dato preliminare è stimato in lieve calo a 58,3 punti (da 58,5), mentre per il comparto servizi è atteso un aumento da 55 a 55,3 punti. In chiusura di settimana arriveranno i corrispondenti dati relativi il Giappone (PMI manifatturiero atteso in lieve contrazione a 52,6 punti),  e Stati Uniti (pronosticato aumento, a 55,1 e 55,5 punti, sia per quanto riguarda il manifatturiero che il comparto dei servizi).