News Notizie Indici e quotazioni Wall Street paga l’effetto Bullard (Fed). UBS: ‘presupposti rally sostenibile ancora non pervenuti’

Wall Street paga l’effetto Bullard (Fed). UBS: ‘presupposti rally sostenibile ancora non pervenuti’

Effetto James Bullard su Wall Street e sul mercato dei Treasuries Usa. Il presidente della Fed di St Louis ha stroncato le speranze di chi aveva sperato in rialzi dei tassi meno aggressivi da parte della Federal Reserve.

“I tassi non si trovano ancora in un’area in cui possono essere considerati sufficientemente restrittivi – ha detto Bullard – Il cambiamento della politica monetaria sembra aver solo limitato gli effetti dell’inflazione, ma i mercati prezzano una disinflazione nel 2023”, ha aggiunto il funzionario della Fed.

Immediata la reazione dei tassi dei Treasuries Usa, che sono tornati a guardare a una Fed più hawkish, cambiando direzione.

Gli ultimi dati macro relativi all’inflazione degli Stati Uniti avevano alimentato la speranza di strette monetarie inferiori rispetto ai quattro rialzi consecutivi dei tassi di 75 punti base da parte Jerome Powell & Co. Le dichiarazioni di Bullard portano gli investitori a riconsiderare il quadro.

I rendimenti dei Treasuries Usa a 10 anni, che la scorsa settimana hanno bucato la soglia del 4%, salgono così al 3,782%, mentre quelli a due anni risentono dell’effetto Bullard balzando al 4,42%.

“Ulteriori strette monetarie e l’impatto complessivo dei rialzi dei tassi di quest’anno suggeriscono che i rischi di una recessione rimangono elevati – ha commentato in una nota riportata dalla Cnbc Mark Haefele, responsabile della divisione di investimenti di UBS Global Wealth Management – Continuiamo a credere che le precondizioni macroeconomiche necessarie per un rally sostenibile – quelle di tagli ai tassi di interesse e di un’economia e utili corporate che toccano il fondo – non siano ancora arrivate”.

Ieri chiusura in rosso per Wall Street, con lo S&P 500 in calo dello 0,83% a 3.958,79, il Nasdaq Composite giù dell’1,54% a 11.183.66 e il Dow Jones Industrial Average poco mosso, in flessione di 39,09 punti, -0,12% a quota 33.553,83.

La pubblicazione della trimestrale di Target, società retail Usa, ha riacceso alla vigilia i timori sull’arrivo di una recessione negli Stati Uniti.

La società ha confermato l’impatto negativo dell’inflazione sulla propensione agli acquisti dei consumatori americani, annunciando un tonfo degli utili del 50% circa, sulla scia dell’aumento delle scorte e del rallentamento delle vendite.

Il rialzo dei rendimenti dei Treasuries e la prospettiva di una Fed hawkish per ancora molto tempo deprimono i corsi azionari, che riflettono la paura di una recessione, mai del tutto rientrata.

Alle 15.45 ora italiana, il Dow Jones perde più di 240 punti (-0,73%), lo S&P 500 retrocede di oltre l’1% e il Nasdaq arretra dell’1,2%.