News Notizie Notizie Mondo Turchia: inflazione a nuovo record oltre 85%. Ma Erdogan continua a tagliare tassi in preda a follia monetaria

Turchia: inflazione a nuovo record oltre 85%. Ma Erdogan continua a tagliare tassi in preda a follia monetaria

Mentre in tutto il mondo risuona l’alert inflazione e tassi, in Turchia continua ad andare di scena la follia monetaria del presidente Recep Tayyip Erdogan che, non solo non va nel panico a causa di una inflazione che ormai straccia tutti i record della storia, ma si rifiuta a priori di alzare i tassi per contrastarla.

Una stretta monetaria, insiste il presidente turco, farebbe male all’economia.

L’inflazione, invece – che è noto che divora i risparmi, rendendo carta straccia anche la moneta (vedi lira turca) – no, a suo avviso.

E così l’inflazione in Turchia continua a volare. Oggi è stato reso l’indice dei prezzi al consumo, parametro tra i più importanti per monitorare il trend delle pressioni inflazionistiche: l’indice CPI è salito nel paese per il 17esimo mese consecutivo a ottobre, con un balzo dell’85,5% su base annua, sulla scia del boom che ha interessato soprattutto i prezzi dei beni energetici e alimentari.

In particolare, i prezzi dei beni alimentari sono scattati del 99% su base annua, i prezzi delle case dell’85% e i prezzi dei trasporti del 117%.

A riportarlo è stato l’istituto di statistica ufficiale della Turchia (che, secondo alcuni critici, starebbe riportando anche numeri inferiori a quelli reali). Su base mensile il CPI è avanzato del 3,54%.

Comunicato anche l’indice dei prezzi alla produzione, schizzato a ottobre del 157,69% su base annua, e del 7,83% su base mensile.

La follia monetaria di Erdogan continua ad andare avanti: non solo la Banca centrale della Turchia non alza i tassi. L’istituto, a cui Erdogan ha messo il bavaglio, continua di fatto ad abbassarli.

Il 20 ottobre scorso, i tassi sono stati sforbiciati di ben 150 punti base per il terzo mese consecutivo, scendendo dal 12% al 10,5%, nonostante un’inflazione che a settembre era volata di oltre l’83%.

La lira è al momento piatta sul dollaro Usa, attorno a quota 18,61 nei confronti del biglietto verde: la moneta ha perso più del 28% dall’inizio dell’anno ed è in ribasso di quasi il 50% su base annua.

Durante un evento di settembre, Erdogan si è così espresso: “La mia battaglia più grande è contro gli interessi. Gli interessi sono il mio più grande nemico. Abbiamo abbassato i tassi al 12% (prima della giornata di oggi). E’ sufficiente? Non lo è. I tassi devono scendere ancora di più”.