News Notizie Notizie Italia Piazza Affari bagna settembre con un calo, Exor e Moncler nelle retrovie

Piazza Affari bagna settembre con un calo, Exor e Moncler nelle retrovie

Incipit del nuovo mese in rosso per i mercati azionari. Piazza Affari si accoda al sentiment negativo e il Ftse Mib segna in chiusura -1,19% a quota 21.302 punti. Settembre statisticamente è il mese dell’anno meno proficuo per le azioni con una netta sottoperformance rispetto alla media. In attesa dei dati sul mercato del lavoro Usa, si continua a guardare al rischio di banche centrali ancora aggressive nell’alzare i tassi. In Europa i mercati prezzano quasi totalmente la possibilità di un rialzo jumbo da 75 pb dei tassi da parte della Bce nel meeting di settimana prossima. Sul valutario si conferma la forza del dollaro che aggiorna i massimi ultraventennali contro lo yen. Dal fronte macro in territorio di contrazione per il PMI manifatturiero cinese di Caixin ha aggiunto all’umore cupo per gli investitori.

A Piazza Affari vendite corpose su Exor che ha ceduto quasi il 3%. Ieri FTSE Russell ha annunciato la revisioen trimestrale dell’indice Ftse Mib con l’ingresso nell’indice di Buzzi Unicem che andrà a sostituire EXOR. Giornata negativa anche per Leonardo che ha chiuso a -3,36%.

Tra i titoli oil si segnala il -2,46% di Saipem; contiene le perdite ENI (-0,69%) dopo la discesa marcata di ieri a seguito della revisione al rialzo dell’esborso a carico delle aziende energetiche (tassa sugli extraprofitti) per il gruppo petrolifero guidato dall’Ad Descalzi, passato da 550 milioni di euro a ben 1,4 milioni di euro.

Infine debole il settore del lusso (-2,55% Moncler) complici i nuovi lockdown in Cina. La città di Chengdu sarà sottoposta ad un nuovo lockdown confinando circa 21 milioni di abitanti. “Continuiamo a vedere l’impatto del Covid in Cina come di breve termine – commenta Equita SIM – e pensiamo che una volta normalizzata la gestione del virus (nuovo vaccino mRNA in via di approvazione), l`esposizione del settore a questo mercato (circa 25% del fatturato) possa tornare ad essere di supporto, auspicabilmente dal 2023, rispetto alle prospettive di rallentamento macro in US e soprattutto in Europa”.