News Notizie Dati Macroeconomici eToro: nuova doccia fredda per l’economia italiana

eToro: nuova doccia fredda per l’economia italiana

Nuova doccia fredda per l’economia italiana, dopo la lettura di ieri sull’inflazione come afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro.

I dati sui PMI manifatturieri del Bel Paese sono scesi ad agosto per il secondo mese consecutivo, attestandosi a 48 punti. Si tratta della lettura PMI più bassa in oltre due anni e inferiore rispetto alle attese. Dato inoltre che, se comparato con le letture di agosto delle principali economie europee, porta l’Italia in penultima posizione davanti solamente al Regno Unito (46) e al di sotto del valore dell’area Euro (49,6) e soprattutto di Francia (50,6) e Germania (49,1).

A fare da punto chiave del dato le aspettative di una maggiore debolezza della domanda, fattore che indica una maggiore attenzione verso il tema della recessione in Europa, poiché l’inflazione pesa sul potere d’acquisto dei consumatori e indebolisce la fiducia economica.

Se l’evoluzione dell’economia dell’Italia è vista al ribasso, l’occupazione (provvisoria) segna un mercato in miglioramento, con la disoccupazione in calo al 7,9%, ovvero sul valore più basso da aprile 2020. Dato che invece continua a maschera una realtà non così netta, con un calo degli occupati di 22mila persone e una crescita registrata solamente con contratti a termine. Non certo una buona prospettiva per entrare in un’eventuale recessione economica futura. Tra incertezza del lavoro e la continua erosione dell’inflazione il futuro delle famiglie più in difficoltà non è di certo il più roseo.

Lettura invece positiva sul fronte del Pil, nonostante la revisione di ieri al ribasso da parte di Moody’s, con un valore in crescita per il sesto mese consecutivo. Di rilievo, nonostante le pressioni inflazionistiche sui consumi, la spesa delle famiglie, cresciuta del 2,6%. Nonostante il deprezzamento dell’euro, il quale nel secondo trimestre è sceso nei confronti del dollaro di oltre il 5%, le esportazioni nette continuano, sia su base congiunturale che tendenziale, a non offrire supporto al Pil italiano. Lettura positiva, migliore delle attese, ma che impone cautela conclude Debach.