Notizie Notizie Italia UBI Banca vola a Piazza Affari, lunedì parte aumento di capitale da 400 mln

UBI Banca vola a Piazza Affari, lunedì parte aumento di capitale da 400 mln

Ubi Banca scalda i motori per l’aumento di capitale e mette il turbo in Borsa. Questa mattina il titolo della banca bergamasca troneggia a Piazza Affari con un balzo di ben 7 punti percentuali a quota 3,645 euro. Un’importante sponda arriva anche dalla promozione a buy decisa dagli analisti di Equita che hanno anche alzato il prezzo obiettivo da 3,7 a 4,4 euro.
Ieri il titolo aveva chiuso a +1,67% portando a oltre +30% il saldo da inizio 2017. Equita, che in precedenza aveva rating hold su Ubi, ritiene che il mercato non valuti pienamente gli effetti dell’acquisizione delle bridge bank, che la sim milanese indica in +10% a livello di valutazione. Dall’annuncio del deal il titolo Ubi ha sì sovraperformato rispetto al settore bancario, ma “solo del 2% rispetto a una creazione di valore del 10%”, sottolinea Equita.

Aumento di capitale a sconto del 26,1% sul terp
L’aumento di capitale di Ubi Banca, da complessivi 400 milioni di euro, è legato all’acquisizione delle tre Good Bank (Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova Carichieti). Saranno emesse fino a 167.006.712 azioni, da offrire in opzione agli azionisti nel rapporto di 6 azioni di nuova emissione ogni 35 possedute, al prezzo di sottoscrizione di 2,395 euro. Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni incorpora uno sconto del 26,1% circa rispetto al prezzo teorico ex diritto (Theoretical Ex Right Price o TERP) calcolato secondo le metodologie correnti, sulla base del prezzo ufficiale di borsa del 7 giugno 2017.

Il calendario dell’Offerta prevede che i diritti di opzione siano esercitabili dal 12 al 27 giugno 2017 (negoziabili dal 12 al 21 giugno).

Obiettivo inconrporazione nuove banche entro fine anno 
Il piano industriale della banca, aggiornato dopo la firma del closing dell’acquisto dei tre istituti, prevede la chiusura di 370 sportelli e una pesante contrazione del personale entro il 2020. L’obiettivo è quello di incorporare le tre nuove realtà in una banca unica, in tempi rapidi: la prima migrazione è prevista entro fine ottobre.