Notizie Notizie Italia Tim: cala la tensione in Borsa, S&P vede miglioramenti ma non convince tutti

Tim: cala la tensione in Borsa, S&P vede miglioramenti ma non convince tutti

Cala la tensione, almeno in Borsa, su Telecom Italia all’indomani del miglioramento delle prospettive dell’agenzia di rating S&P Global Ratings. La promozione di S&P attiva in un momento delicato per l’ex monopolista italiano in quanto da giorni si vocifera su un imminente uscita dell’attuale Ad Flavio Cattaneo che non sarebbe troppo gradito all’azionista di riferimento, l’azienda francese Vivendi.

L’ipotesi di un addio dell’attuale numero uno non piace al mercato che infatti oggi sposa le ipotesi circolate sulla carta stampata nazionale di un ammorbidimento dei toni. Lo scudo che potrebbe mettere, per il momento, Cattaneo al riparo dalla rimozione dall’incarico si chiama liquidazione.

Se infatti il primo azionista Vivendi dovesse decidere di rimuovere Cattaneo dalla sua attuale poltrona costerebbe a Tim oltre 40 milioni, a meno che il manager non sia costretto a dare le dimissioni. Nel frattempo Oltralpe si susseguono le ipotesi che vorrebbero il manager israeliano Amos Genish come direttore generale.

Equita Sim in un report di questa mattina sottolinea che l’uscita di Cattaneo sarebbe negativa pe rTim in quanto “non darebbe garanzia di esecuzione del business plan, anche se ci sono comunque chiare evidenze che il settore e l’azienda siano in fase di deciso miglioramento”.

Miglioramenti che non passano inosservati e infatti l’agenzia di rating S&P Global Ratings ha comunicato di aver migliorato l’outlook sull’azienda portandolo a positivo “grazie ai miglioramenti della performance operativa ed alla generazione di cash glow”. Il rating è rimasto invariato a BB+.

Secondo S&P Tim sta seguendo la strada maestra del business plan ed ora sarebbe lecito “attendersi un significativo calo degli investimenti (e quindi di incremento di flussi di cassa, ndr) dal 2018 in poi”.

La concorrenza francese si amplia, occhio a Iliad

Gli investimenti nelle reti in fibra e mobile – sottolinea S&P – posizionano correttamente Tim contro il rischio di un incremento della concorrenza in Italia. Sul punto della concorrenza non tutte le voci sono d’accordo. Unicredit questa mattina ha fatto sapere di non sposare lo scenario tratteggiato da S&P.

Secondo Stephan Haber, analista di UniCredit, non ha senso esprimersi sull’outlook di un’azienda “prima di conoscere i dettagli dell’entrata sul mercato italiano di un altro concorrente quale la francese Iliad”. Al momento UniCredit ha una raccomandazione Hold sulle obbligazioni di Telecom Italia, che rispecchia i rischi derivanti dall’ingresso sul mercato di Iliad.

Questa mattina le azioni Telecom Italia mostrano la miglior performance del principale listino italiano; dopo poco più di un’ora dall’avvio delle contrattazioni alla Borsa di Milano il titolo tratta in rialzo di oltre 2 punti con il prezzo salito oltre quota 0,82 euro.