Notizie Notizie Italia Tim: analisti passano al setaccio conti e revisione al rialzo della guidance. Focus su accordo con Dazn

Tim: analisti passano al setaccio conti e revisione al rialzo della guidance. Focus su accordo con Dazn

In una Piazza Affari tinta di verde, Tim cede al momento il 2,69% trovandosi così a 0,217 euro ad azione, nel giorno dopo aver presentato i conti semestrali che mostrano ancora degli elementi di incertezza. In particolare, nel primo semestre del 2022 Tim ha registrato ricavi pari a 7.557 milioni di euro e un Ebitda di gruppo a 2.658 milioni di euro (2.753 milioni di euro nel primo semestre 2021, -3,5% in termini reported, -10,8% in termini organici). Il risultato netto del primo semestre 2022 registra una perdita di -483 milioni di euro (-279 milioni di euro solo nel secondo trimestre 2022) contro i -149 milioni di euro registrati nel primo semestre del 2021. Guardando ai risultati trimestrali Tim ha registrato ricavi di Gruppo per 3,9 miliardi di euro, con un calo dell’1,4% rispetto al secondo trimestre 2021 ma in miglioramento rispetto al trimestre precedente; mentre i ricavi da servizi del Gruppo si sono attestati a 3,6 miliardi di euro, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2021 e anche in questo caso in miglioramento rispetto al trimestre precedente. Al 30 giugno 2022 l’indebitamento finanziario netto rettificato di Tim ammonta a 24.654 in aumento di ulteriori 2.467 milioni di euro rispetto alla fine del 2021.

Contenimento dei costi

I ricavi del secondo trimestre sono stati trainati da quelli legati ai servizi innovativi, nel segmento Business domestico, che hanno registrato un incremento del 18,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Come osservano gli analisti di Equita, l’Ebitda Adjusted è risultato in calo del 18% rispetto al secondo trimestre del 2021, ma meglio del 2% rispetto alle stime di Equita e del consensus degli analisti e questo grazie al calo dei costi dell’1% rispetto allo stesso periodo 2021; “un buon risultato considerando le spinte inflazionistiche”. In Italia Tim ha confermato anche nel secondo trimestre la strategia di posizionamento “Value vs Volume” e questo limitando al massimo le attività promozionali sia nel mobile che nel fisso. Inoltre, prosegue il piano di contenimento dei costi attraverso il Piano di Trasformazione, con diverse azioni volte ad aumentare il livello di efficienza strutturale di TIM. Infine, nel primo semestre 2022 Tim dichiara di aver raggiunto circa il 70% del target fissato per il 2022 per le riduzioni di costi, con una diminuzione dei costi operativi che è stata pari a circa 200 milioni di euro.

Cresce Tim Brazil

Continua la crescita di Tim in Brasile, che nel semestre ha registrato un aumento del 15,2% dei ricavi da servizi e un Ebitda in aumento dell’11,8%. In particolare, solo nel secondo trimestre Tim Brazil ha avuto una forte accelerazione della crescita dei ricavi da servizi, +21,9% rispetto al secondo trimestre del 2021, ma anche dell’EBITDA (+18,2% YoY) e della generazione di cassa operativa (EBITDA-Capex, +19,9% YoY). Questi risultati sono stati raggiunti grazie a una solida performance organica e al contributo, a partire da maggio, degli asset mobili di Oi.

Migliora la Guidance Ebitda

Alla luce del trend del primo semestre Tim ha rivisto al rialzo la guidance sull’Ebitda del 2022 e come sottolineano gli analisti di Equita, che mantengono su Tim rating “Hold” (mantenere in portafoglio) e target price a 0,39 euro, la revisione deriva in buona parte dal cambio Eur-Brl che è passato da 6,30 a 5,56, con un beneficio del 13% sull’Ebitda di Tim Brazil in euro.

Accordo con Dazn

Nella giornata di oggi Tim ha reso noto di aver raggiunto un accordo con Dazn, che permette a quest’ultima di distribuire i diritti per la visione delle partite del Campionato di Serie A Tim. Grazie a questa intesa “si raggiunge l’obiettivo di distribuire i diritti su una pluralità di piattaforme nell’ottica di realizzare un modello economico più sostenibile e soggetto a minor volatilità”.

Il punto tecnico

Dal punto di vista grafico peggiora il trend discendente di Tim che da inizio anno si trova in ribasso di quasi il 50%. In particolare, nelle ultime settimane il titolo in Borsa ha violato al ribasso l’area di supporto, ora principale resistenza, posta a quota 0,2363 euro ad azione ed è arrivato al test dei 0,201 euro, nuovo minimo storico per la società delle telecomunicazioni. Ora il titolo si trova a 0,2197 euro e in caso di prosecuzione del rimbalzo (+9% dal minimo storico a 0,201), il breakout al rialzo, e con volumi, del livello di resistenza statica a €0,2258, con la chiusura del gap apertosi con la seduta del 21 luglio, potrebbe spingere le quotazioni prima verso 0,235, con target più profondo verso 0,26 euro ad azione. Al contrario, in caso di ulteriore debolezza il cedimento del livello di supporto a 0,2130 potrebbe condurre rapidamente le quotazioni verso nuovi minimi storici.