Notizie Notizie Italia Telecom Italia: Equita ottimista anche con scontro Vivendi-Cattaneo. Intanto Bolloré lavora su nuovo piano Mediaset

Telecom Italia: Equita ottimista anche con scontro Vivendi-Cattaneo. Intanto Bolloré lavora su nuovo piano Mediaset

Telecom Italia in rialzo, dopo le oscillazioni della vigilia, che hanno portato le quotazioni prima a balzare fino a +3%, e poi a chiudere in territorio negativo, ostaggio dei rumor sullo scontro tra l’AD Flavio Cattaneo e il primo azionista Vivendi. L’azione, scambiata sul Ftse Mib, sale fino a +1,90%, oltre quota 0,80 euro, nella mattinata odierna, nonostante le forti incognite sul futuro del numero uno.

Da segnalare che Telecom Italia ha ceduto -3% nell’ultimo mese, facendo -5,5% circa negli ultimi sei mesi, e guadagnando oltre +20% nell’ultimo anno.

A margine della relazione annuale dell’Agcom, Cattaneo aveva detto ieri: “Sto bene in Tim e non ho nessuna tensione con soci, board o presidente”, smentendo le voci circolate sulle sue possibili dimissioni.Il dirigente è stato però sconfessato dalla stessa Vivendi, con fonti vicine alla società francese capitanata da Vincent Bolloré che hanno definito “unilaterale” la sua posizione. Immediato è stato così il dietrofront del titolo nel pomeriggio.

Oggi l’azione recupera terreno, sulla scia anche della nota di Equita, che sdrammatizza la presunta guerra intestina in Telecom Italia: gli analisti fanno notare che il desiderio dell’AD Cattaneo di rimanere è “un fattore positivo, visto che crediamo che sia importante che il piano venga difeso da chi lo ha formulato (e ha ben iniziato in termini di execution)”. E, in ogni caso, “a prescindere da come si concluderà lo scontro per la leadership, il posizionamento strategico di Tim resta di elevato appeal”.

In generale, Equita parla di trend positivo del settore tlc, certiificato tra l’altro ieri dalla relazione annuale dell’Agcom. Nel report viene fatto notare che il  fatturato delle telecomunicazioni italiane è tornato a crescere nel 2016 dopo 10 anni di calo e che la copertura della popolazione con rete in banda ultralarga in un solo anno è balzata al 71% (in buona misura per merito di Tim).  

Gli abbonati a contratti ultra broadband sono ancora pochi (e ciò significa che il margine di crescita è elevato), pari ancora ad appena il 12% della popolazione (in forte rialzo comunque rispetto al 5% dell’anno precedente).

Attenzione anche all’outlook di Credit Suisse sui risultati di bilancio di Telecom Italia relativi al secondo trimestre, che saranno resi noti il prossimo 27 luglio. L’analista della divisione di ricerca della banca francese, Justin Funnell – che ha un rating “neutral” sul titolo, e un target price di 1 euro – sottolinea:

“Prevediamo una crescita domestica del fatturato del 2,7%, come nel primo trimestre (+2,7%) e stimiamo un MSR del 2,7% su base annua (rispetto al 2,2% del primo trimestre) e un aumento del fatturato domestico del settore wireline service del 2,8% su base annua (contro il +1,7% del primo trimestre), aiutato dalla decisione della bolletta a 28 giorni. Stimiamo una crescita dell’EBITDA del 5,2%, rispetto al +7,6% del primo trimestre del 2017, con un rialzo del fatturato che sarà compensato da una competizione lievemente più forte. Prevediamo per TIM Brasil una continua accelerazione del fatturato del mobile service, fino a +5% su base annua nel secondo trimestre, rispetto al +3,7% del primo trimestre, sulla scia dei benefici del miglioramento del vantaggio competititivo sul network 4G e per il calo dell’MTRs”.

Le notizie attinenti al settore media e tlc non si limitano solo al caso Telecom, anche se riguardano ancora Vivendi. Il Sole 24 Ore scrive infatti che il gruppo presenterà all’Agcom entro “una decina di giorni un nuovo piano per sterilizzare la quota in Mediaset, ‘eccedente il 10%’ che, secondo l’Authority delle comunicazioni, non può tenere senza violare le norme del Tusmar”.

Il prossimo 27 luglio, l’Agcom deciderà sulla sterlizzazione della quota eccedente il 10% e Vivendi vuole chiudere la questione entro quella data.  Il nuovo piano segue una proposta che non era stata reputata soddisfacente dall’Authority. 

 

Il titolo Mediaset sale dello 0,74% a 3,25 euro.