Notizie Dati Macroeconomici Stati Uniti: frenata maggiore delle stime per il mercato del lavoro . Si allontana la nuova stretta della Fed

Stati Uniti: frenata maggiore delle stime per il mercato del lavoro . Si allontana la nuova stretta della Fed

 

Nel mese di agosto la prima economia ha creato 156 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli (non-farm payrolls). Lo ha annunciato il Bureau of Labor Statistics. Un rallentamento nel processo di creazione delle buste paga, gli analisti avevano stimato 180 mila nuove payrolls, è in genere fisiologico per il mese di agosto a causa del clima vacanziero (ed è probabile che nel corso delle prossime rilevazioni sarà comunicata una revisione al rialzo). “Un qualche effetto potrebbe averlo avuto anche l’uragano Harvey che ha bloccato l’attività economia in una vasta area del Texas”, rileva Vincenzo Longo, Market Strategist di IG.

Oltre metà dell’incremento è riconducibile al settore delle costruzioni e a quello dell’healthcare. Il dato di giugno è stato ridotto di 20 mila a 189 mila unità portando la media 2017 a 176 mila unità (in un contesto prossimo alla piena occupazione risulta particolarmente difficile incrementare le buste paga di oltre 200 mila unità mensili).

Stimato stabile al 4,3%, il livello minore degli ultimi 16 anni, il tasso di disoccupazione è passato dal 4,3 al 4,4 per cento mentre il tasso di partecipazione si è confermato al 62,9%.

Nonostante un mercato del lavoro che si conferma in ottima salute, le retribuzioni continuano ad restare indietro. Ad agosto, il salario medio è risultato di 26,39 dollari, +0,1% rispetto a luglio e in aumento del 2,5% su base annua. In genere, in questa fase del ciclo economico, le retribuzioni salgono del 3-4 per cento annuo. L’aggregato U-6, che al tasso “classico” aggiunge i lavori scoraggiati, marginali e chi lavora a tempo parziale ma vorrebbe essere impiegato full-time, si è confermato all’8,6% (9,7% ad agosto 2016).

Nonostante la revisione al 3% trimestrale (dato annualizzato) del tasso di crescita dell’economia, si tratta di numeri che potrebbero spingere la Fed ad evitare un nuovo rialzo dei tassi nell’anno corrente (per un totale annuo di 2, rispetto ai 4 pronosticati in precedenza). Gli analisti contattati da Bloomberg stimato una stretta nel meeting di dicembre “solo” al 33,8%.

Alla luce del passaggio di Harvey,  “la Fed potrebbe decidere di aspettare i dati di ottobre (che saranno diffusi a inizio novembre) prima di confermare il buono stato di salute del mercato del lavoro”, segnala Paul Ashworth, capo economista di Capital Economics.

“È da rilevare – rimarca Craig Erlam, analista di Oanda – che nonostante indicazioni deludenti, il mercato del lavoro sta ancora performando in maniera decisamente positiva ma, quando i dati sull’inflazione risultano insoddisfacenti, la Fed ha sempre fatto ricorso ai numeri sull’occupazione per giustificare nuove strette”.