Notizie Notizie Mondo Spagna: Sanchez annuncia tasse su extra-profitti banche e società energetiche. Focus su Enel

Spagna: Sanchez annuncia tasse su extra-profitti banche e società energetiche. Focus su Enel

13 Luglio 2022 12:02

Tassare gli extra-profitti di banche e utilities relativi agli anni 2023-2024, e reperire così i fondi per finanziare misure di sostegno per la popolazione spagnola, alle prese – così come i consumatori di tutta Europa, America e di diverse altre parti del mondo – con il caro energia e il caro-bollette in tempi di inflazione da guerra. Arriva la nuova scure firmata dal governo spagnolo del premier socialista Pedro Sanchez, che va a colpire anche Enel, attiva in Spagna con Endesa.

Ieri, alla borsa di Madrid, si è consumato il dramma: i titoli delle banche spagnole Caixabank, Bankinter e Sabadell sono crollati, sulla scia dell’annuncio, del 10%, mentre quelli delle due banche principali del paese per capitalizzazione di mercato, Santander e BBVA, sono arretrati del 4% circa.

La mazzata contro le banche è arrivata senza preavviso scatenando lo sconcerto e la rabbia di diversi analisti del settore finanziario.

La mossa di Sanchez è stata concepita in particolare per limitare i guadagni che le banche spagnole – e dell’area euro, in generale – si apprestano a incassare con l’imminente rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce di Christine Lagarde.

Questa è una forma volgare di populismo – ha commentato all’FT José Ramón Iturriaga, analista presso Abante Asesores – La motivazione del governo è che le banche stanno beneficiando dal contesto di aumento dei tassi di interesse. Ma non c’è stata alcuna compensazione statale durante il lungo periodo in cui i tassi sono stati negativi”, minando così la redditività del comparto bancario.

Sanchez, che guida il governo insieme al partito di sinistra Podemos, ha reso noto nel suo discorso sullo Stato della Nazione di ieri che una tassa simile sarà imposta sulle utilities.

Le tasse, ha spiegato il governo, avranno una natura temporanea e colpiranno per l’appunto banche e società energetiche: saranno applicate nel 2023 e 2024,e garantiranno, secondo le stime di Sanchez & Co, entrate per un valore di 7 miliardi di euro: per la precisione 1,5 miliardi di euro di tasse all’anno verranno versate dal settore finanziario e 2 miliardi l’anno da quello delle utilities.

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Così Andrea Lisi nella nota odierna ha commentato in particolare l’impatto sul settore bancario made in Spagna:

Nella giornata di ieri il primo ministro spagnolo Sanchez ha annunciato l’introduzione temporanea di un’imposizione fiscale addizionale subanche e compagnie energetiche al fine di supportare i cittadini in una fase di forte aumento dell’inflazione. L’annuncio potrebbe essere stato anche dettato da motivazioni di carattere politico, visto le pressioni del partner di governo Podemos ad aumentare l’imposizione fiscale a carico delle società quotate e dei grandi patrimoni. Per quanto riguarda il settore bancario, l’obiettivo sarebbe quello di recuperare – attraverso maggiori tasse – 1.5 miliardi per anno per un periodo di 2 anni”.

La reazione dei mercati – si legge nella nota –è stata particolarmente negativa, con l’indice bancario spagnolo che ha perso -5%. Anche considerando i soli principali soggetti quotati, l’impatto totale della maggiore imposizione fiscale (3 miliardi) sulla market sarebbe 3%, quindi superiore alla perdita di ieri (5 miliardi)”.

Lisi commenta la mossa di Pedro Sanchez sottolineando come, in un momento in cui le banche europee e in questo caso spagnole non hanno ancora beneficiato degli effetti della politica di normalizzazione dei tassi imminenti della Bce che, secondo quanto anticipato da Christine Lagarde, si tradurranno in un primo rialzo dei tassi nella riunione del 21 luglio, una tassazione del genere meriti una valutazione accurata, in quanto ostacolo e minaccia alla stessa attività di erogazione dei prestiti all’economia reale da parte delle banche:

A nostro avviso la reazione dei mercati in eccesso rispetto all’effettivo impatto dell’imposizione fiscale addizionale è attribuibile ad un aumento del rischio ‘regolatorio’ per le banche, con la percezione che gli utili possano essere usati dallo stato come ‘strumento’ per interventi sull’economia. Questo è tanto più vero considerando che un’imposizione addizionale sul settore non sarebbe giustificata da tematiche relative a extra-profitti (ROE banche spagnole nel 2021 pari al 7%). Considerando l`ancora bassa redditività del settore, interventi a carico delle banche dovrebbero essere valutati con attenzione al fine di evitare che si possano generare tematiche relative alla capacità delle banche stesse di intervenire sull’economia con la propria attività di lending (ovvero di erogazione dei prestiti), specialmente in una fase di particolare incertezza come quella attuale”.

Per quanto riguarda Enel, in una nota dedicata a Enel – già colpita da precedenti misure made in Spagna – e Acciona Energia, l’analista Roberto Letizia di Equita SIM scrive, riferendosi al settore energetico in generale, che la notizia è “negativa”, “sopratutto in termini di rischio regolatorio”.

Allo stesso tempo, aggiunge Letizia,”differentemente dai claw back applicati durante il 2021-2022, riteniamo che l’impatto delle ulteriori misure sarà limitato sulle società energetiche”. Il motivo? Equita ritiene “che la progressiva normalizzazione/stabilizzazione dei prezzi del gas (a livelli elevati) e il repricing dei contratti ai clienti finali, consentirà alle società energetiche di ‘normalizzare’ la profittabilità nei segmenti retail e di beneficiare dei maggiori prezzi dell’energia progressivamente a partire dal quarto trimestre 2022 nella power generation. Qualora disegnate correttamente (ma resta da verificare l’intenzione del Governo), le misure di claw back si concretizzeranno quindi in un minore upside in particolare per le società Renewables (Acciona Energia ed Endesa). Situazione diversa dal 2021-2022, periodo durante il quale le società utilities hanno sofferto la disruption dei margini retail (in particolare sui contratti a prezzo fisso) nel breve, che ha più che compensato i benefici della power generation. La notizia inoltre era già stata anticipata dal Governo nelle scorse settimane”.

A tal proposito vale la pena fare una precisazione: se la tassazione sugli extraprofitti delle società energetiche era in cantiere, quella sulle banche è stata una sorpresa.

Così su Twitter Micheal Reid, Senior Editor ed editorialista per l’America Latina per l’Economist; autore di libri sull’America Latina, Brasile, e “presto – si legge nel suo profilo – sulla Spagna”:

Pedro Sanchez ha scimmiottato Podemus, il partito con cui governa, e non per la prima volta. Ma è molto più probabile che la mossa gli faccia perdere voti che non vincerli”, ha scritto Reid in un tweet.

E in Italia? In un momento in cui la crisi di governo non è ancora rientrata, ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato i sindacati. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri hanno chiesto al governo misure a tutela del potere d’acquisto di salari e pensioni. Il governo Draghi, si apprende, avrebbe aperto ad un nuovo decreto con misure a sostegno.

Sia Sbarra che Bombardieri hanno fatto riferimento a come le risorse potrebbero essere reperite di nuovo attraverso un aumento della tassazione degli extra-profitti delle imprese energetiche.

In particolare il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, aveva confermato poco prima dell’incontro chel’intervento sugli extra profitti è la strada maestra, ma per adesso è applicata solo alle aziende che coprono l’energia. Pensiamo che vada applicata anche alle grandi aziende e alle multinazionali che durante la pandemia hanno raggiunto grandi profitti”.

Così tre settimane fa circa il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva commentato la tassazione sugli extra-profitti delle società energetiche decisa dal suo governo:

L’ Italia ha già stanziato “30 miliardi di euro di aiuti a famiglie e imprese, in parte con il contributo straordinario delle grandi aziende energetiche che hanno maturato profitti enormi grazie all’aumento dei prezzi, con questa misura abbiamo chiamato le imprese a compartecipare a costi che tutta la società “sta sopportando, una scelta dettata dal principio di solidarietà”e responsabilità”.

Tornando alla Spagna, gli annunci di Sanchez non si sono fermati alla tassazione sugli extra profitti di banche e società energetiche: il governo spagnolo ha annunciato infatti anche che i viaggi in treno saranno gratis per tre mesi, da settembre a dicembre, e che gli studenti di età superiore ai 16 anni che hanno vinto borse di studio riceveranno anche un bonus supplementare di 100 euro. Ma per i critici, si tratta solo di mance elettorali. L’appuntamento delle elezioni spagnoli non è proprio alla porta: si voterà di fatto non oltre il prossimo 10 dicembre del 2023.