Notizie Notizie Mondo Roubini Mr. Doom paventa il peggio per economia Usa e mondiale. Ecco di quanto potrà crollare lo S&P 500

Roubini Mr. Doom paventa il peggio per economia Usa e mondiale. Ecco di quanto potrà crollare lo S&P 500

21 Settembre 2022 11:37

Un “vero hard landing”: una “recessione lunga e violenta” che colpirà l’economia Usa e globale alla fine del 2022 e che potrebbe durare per tutto il 2023, con la piaga dei debiti che provocherà la morte “di molte istituzioni zombie, famiglie zombie, banche e banche ombra zombie, paesi zombie.

Mr Doom Nouriel Roubini non lascia via di scampo all’economia globale, prevedendo anche un crollo dell’indice S&P 500 ben superiore al 30%.Perfino in una recessione stardand, lo S&P 500 potrebbe scendere del 30% – ha spiegato l’economista, presidente e amministratore delegato di Roubini Macro Associates, in un’intervista rilasciata a Bloomberg.

In un “vero hard landing”, che è lo scenario che Roubini prevede, l’indice potrebbe crollare del 40%. Riguardo al problema di quei debiti che affossano da anni le casse di vari stati nel mondo, ma anche i bilanci di aziende, famiglie, banche, Roubini spiega che l’aumento dei tassi (da parte delle diverse banche centrali impegnate nella lotta contro l’inflazione) e il conseguente balzo dei costi di finanziamento dei debiti provocherà per l’appunto la morte di molte istituzioni zombie.

Secondo l’economista, sia nelle fasi di mercati toro che di mercati orso, i livelli dei debiti globali zavorreranno l’azionario; e per la Fed di Jerome Powell, che tra l’altro proprio oggi si appresta a varare l’ennesima stretta monetaria aggressiva , cercare di riportare il tasso di inflazione al 2% senza provocare un hard landing sarà una “Mission Impossible”, una missione impossibile.

Per la giornata di oggi Roubini stima un aumento dei tassi sui fed funds Usa di 75 punti base; per le riunioni di novembre e di dicembre, l’outlook è di ulteriori strette di 50 punti base, che porterebbero i tassi a chiudere il 2022 all’interno di un range compreso tra il 4% e il 4,25%. Ma non finirà certo qui, avverte Mr. Doom.

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Nouriel Roubini fa notare che l’inflazione persistente, soprattutto nei salari e nel settore dei servizi, significa che la Fed “probabilmente non avrà altra scelta” che continuare ad alzare i tassi, che sono destinati ad avvicinarsi alla soglia del 5%. In più, gli ulteriori shock dell’offerta che saranno provocati dalla pandemia, dal conflitto tra la Russia e l’Ucraina e dalla politica zero Covid della Cina di tolleranza per l’appunto zero nei confronti del coronavirus, si tradurranno in costi più elevati e in una minore crescita dell’economia.

Quando poi il mondo sarà in fase di conclamata recessione, continua Mr. Doom, che non ci si aspetti un aiuto sotto forma di stimoli fiscali da parte dei governi di quegloi stati troppo indebitati. Questi governi, infatti, “stanno esaurendo le loro cartucce fiscali”.

E in ogni caso, di per sé l’elevata inflazione lega ulteriormente le mani dei governi, in quanto nuove misure di politica fiscale espansiva scatenerebbero “un surriscaldamento della domanda aggregata”, fomentando ulteriormente le pressioni inflazionistiche.

Insomma, non solo le banche centrali, ma anche i governi avrebbero ormai le mani legate.

Non per niente, in vista delle elezioni politiche italiane del 25 settembre, diversi sono gli alert che proprio i Big del mondo della finanza hanno lanciato al prossimo governo italiano, che molto probabilmente sarà un governo Meloni: l’avvertimento alla leader di Fratelli d’Italia e al centrodestra in generale è di non tagliare le tasse, proprio per non mettere a rischio la sostenibilità del debito italiano.

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In assenza di un assist monetari e fiscali, l’economia globale, sempre secondo Roubini, scivolerà in una stagflazione simile a quella degli anni ’70 assediata da un forte stress sui debiti in modo simile a quanto avvenne nella crisi finanziaria globale.

“Non sarà una recessione di breve durata e lieve, sarà una recessione grave, lunga e violenta”, ha rimarcato Nouriel Roubini. E se durante la crisi finanziaria del 2008 a essere colpiti furono soprattutto le famiglie e le banche, stavolta “imploderanno” istituzioni e banche ombra come “hedge fund, fondi di private equity e fondi di credito”.

Il consiglio per gli investitori? Roubini suggerisce di “esporsi in modo contenuto verso l’azionario e avere piuttosto più cash”.

Sebbene sia infatti vero che il cash viene eroso dall’inflazione, il suo valore nominale rimane attorno allo zero, “mentre l’azionario e altri asset possono scendere del 10%, 20% e 30%”. Per quanto concerne il reddito fisso, l’economista Mr. Doom raccomanda di evitare i bond con lunga duration, e di proteggersi dall’inflazione con i Treasuries a breve scadenza o i bond indicizzati all’inflazione, come i TIPS. Bloomberg sottolinea che nel suo nuovo libro “Megathreats”, Roubini identifica 11 shock negativi dell’offerta nel medio termine destinati a ridurre la crescita potenziale del Pil aumentando il costo della produzione. Tra questi, la deglobalizzazione e il protezionismo, la riallocazione dell’attività manifatturiera dalla Cina e dall’Asia verso l’Europa e gli Stati Uniti, l’invecchiamento della popolazione nelle economie avanzate e nei mercati emergenti, le restrizioni ai flussi migratori, il fenomeno del decoupling tra Stati Uniti e Cina, il cambiamento climatico globale e le pandemie ricorrenti. E’ solo una questione di tempo prima di essere colpiti dalla prossima grave pandemia“, prevede Mr.Doom. (Lna)