Notizie Dati Macroeconomici Regno Unito: inflazione ai massimi dal 2012, la BoE si prepara alla stretta. Preoccupa l’impatto sui consumi

Regno Unito: inflazione ai massimi dal 2012, la BoE si prepara alla stretta. Preoccupa l’impatto sui consumi

17 Ottobre 2017 12:13

Per la prima volta dal 2012, a settembre l’inflazione britannica è salita in quota 3%. Lo ha annunciato l’Office for National Statistics. Il dato, in linea con le stime, supera il 2,9% di agosto e incrementa notevolmente le probabilità di una stretta sui tassi nel meeting della Bank of England in programma il prossimo 2 novembre.

“Se da lato ci attendiamo un rialzo dei tassi a novembre, riteniamo che la mancanza di un’inflazione ‘domestica’ implichi che ogni successiva stretta sarà limitata”, ha detto James Smith, economista di ING. Secondo Smith, “la crescita dei salari – dal quale arriva un contributo fondamentale al processo decisionale della BoE – rischia di scivolare al 2% e pensiamo che sia destinata a restare a questi livelli, o anche più bassi, nei prossimi mesi”. L’esperto stima che, dopo un ulteriore rialzo dei prezzi al consumo ad ottobre (3,1%), l’indice dei prezzi “dovrebbe gradualmente iniziare ad arretrare”.

Dopo una prima fase in cui i produttori sono riusciti ad assorbire i rialzi dei prezzi innescati dalla svalutazione del pound, ora l’effetto Brexit si sta palesando in maniera più evidente. “Il tasso di inflazione, per diverse categorie di beni, ha iniziato a salire dall’inizio dell’anno e il dato complessivo nel Regno Unito è più elevato rispetto agli altri Paesi europei […]. Il deprezzamento (della sterlina, ndr) potrebbe aver influenzato questo processo ma anche la crescita generalizzata dei prezzi delle commodity a livello globale potrebbe rappresentare un fattore”, rileva l’ONS.

“Comprendiamo che le famiglie stiano avvertendo gli effetti dell’inflazione e stiamo cercando di aiutarle”, ha detto l’esecutivo facendo riferimento all’incremento, minore (+2,1% annuo), segnato dalle retribuzioni. “Abbiamo congelato le accise sui carburanti, raddoppiato l’assistenza gratuita per i figli di circa 400 mila genitori e tagliato le tasse sul reddito di 30 milioni di persone”. Il dato relativo i prodotti alimentari con un +3,1% segna il livello maggiore in quattro anni mentre il comparto “servizi ricreativi e cultura” si è spinto sui massimi da 7 anni al 2,6%.

“Stiamo iniziando ad avvertire il reale impatto della Brexit sui nostri portafogli”, ha detto Hannah Maundrell di money.co.uk. “I rincari legati alla crescita dei costi dei trasporti, della benzina e dei prodotti alimentari sono destinati a ridurre i budget delle famiglie” e, con l’avvicinarsi del Natale, “uno dei momenti più costosi dell’anno, il budget è cruciale”.