Notizie Dati Macroeconomici Pil Italia: nel 2024 solo a +0,4%. Prometeia avverte: “debito pubblico l’ostacolo da superare”

Pil Italia: nel 2024 solo a +0,4%. Prometeia avverte: “debito pubblico l’ostacolo da superare”

20 Dicembre 2023 13:06

Fine anno tempo di bilanci anche per l’economia italiana che si prepara a chiudere l’ultimo trimestre con una performance negativa. L’Italia di Giorgia Meloni, che ieri ha visto l’intesa tra esecutivo e opposizione sulla Manovra 2024 che andrà al voto alla Camera il prossimo 29 dicembre senza ricorrere alla fiducia, si presenta, di fatto, all’appuntamento con il nuovo anno con un’economia ferma. Solo nel 2024 la ripresa, seppure lenta, con il debito pubblico che resta uno degli ostacoli principali da superare per il Belpaese che tra le leve di crescita ha sempre il PNNR. A fare il punto sullo stato di salute dell’economia italiana è Prometeia nell’ultimo rapporto di Previsione pubblicato oggi.

Gli economisti vanno dritti al punto: l’economia Italia è ferma, ma l’inflazione alle stelle (15,7% quella cumulata dal 2021) e l’inasprimento delle condizioni monetarie messo in atto per contrastarla hanno solo interrotto la crescita, senza far deragliare l’economia in recessione.

Stime Pil 2024, riviste al ribasso stime NaDef

Si parte dalle previsioni per il quarto trimestre dell’anno. Gli economisti  stimano una lieve contrazione del Pil (-0,1%), dovuta soprattutto alla frenata dei consumi. “Si conferma comunque una previsione di crescita 2023 allo 0,7%, quanto già acquisito nel corso dei primi nove mesi dell’anno. L’eredità lasciata al 2024 sarebbe quindi leggermente negativa (-0,1%)”, affermano da Prometeia che indicano ancora che nell’ipotesi che non ci siano ulteriori shock internazionali, nei prossimi trimestri si potrà riavviare una ripresa che porterà l’economia italiana a crescere. Uno scenario che potrebbe portare a un incremento del Pil 2024 al ritmo del 0,4%, ma in accelerazione poiché l‘incremento tendenziale passerà dal -0,1% di fine 2023 a +0,8% di fine 2024, ritmo di crescita sul quale ci si stabilizzerà nella media degli anni successivi. Un dato in ogni caso lontano dalla stima contenuta nella NaDef dello scorso settembre, con l’esecutivo che si attende un Pil 2024 in crescita dell’1,2% (stima rivista al ribasso rispetto a quanto indicato ad aprile pari al +1,5%). Sul fronte dell’inflazione le attese della società di consulenza sono di “un rallentamento che l’anno prossimo porterà l’indice al 2,1% e nel 2025 all’1,9%. La core inflation rimarrà al 2,5% il prossimo anno e scenderà verso il 2% solo
successivamente”.

Debito pubblico, il fardello per l’Italia vs le leve di crescita con il PNRR

Ormai da anni il debito pubblico rappresenta un fardello per l’Italia. Un debito che di anno in anno è cresciuto fino a toccare negli ultimi mesi un nuovo record storico messo nero su bianco dalla Banca d’Italia. Nel mese di ottobre il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 23,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.867,7 miliardi. E secondo le stime di Mazziero Research, dopo una pausa tra novembre e dicembre, da gennaio dovrebbe riprendere la sua corsa che dovrebbe portarlo a superare a giugno 2024 la cifra mostre di 2.900 miliardi.

Il 2024 si apre, dunque, per l’Italia con l’ormai noto “problema del debito pubblico”. Osservando alcuni dati, il debito è cresciuto rispetto al 2019 di circa 6 punti. L’indebitamento era all’1,5% del Pil nel 2019 e sarà verosimilmente al 5,3% nel 2023. “Qualunque forma prenderà il Patto di Stabilità e Crescita in discussione a Bruxelles, i nostri conti pubblici dovranno affrontare un percorso di riduzione del debito“, ricordano gli esperti sottolineando che la Legge di Bilancio per il 2024 presenta diversi aspetti problematici, avendo scelto di destinare a misure espansive le risorse liberate dal venire meno dei supporti per il caro energia finanziandole in prevalenza in disavanzo.

La questione è che non si riduce il deficit (se non in misura modesta, dal 5,3% al 4,7% nelle nostre stime), e si rimanda a fine 2024 la decisione di dove reperire risorse permanenti per finanziare i tagli del cuneo per i redditi medio-bassi. Questo può compromettere la situazione per l’Italia, con il rischio di incorrere in richiami da parte della Commissione e al tempo stesso può contribuire a tornare a puntare i riflettori dei mercati sul nostro debito proprio come era avvenuto in autunno.

C’è poi un altro importante capitolo che è quello delle leve di crescita. Con politiche monetarie e fiscali che potranno essere al più neutrali, in un contesto internazionale in cui le tensioni geopolitiche e le difficoltà della Cina “le leve della crescita dovranno essere trovate in Europa e direttamente in Italia. Tradotto: per la maggior parte nel PNRR, a disposizione fino al 2026“. “Proiettiamo la crescita del Pil effettivo dell’Italia nel biennio 2025-2026 allo 0,8%, dunque superiore alla crescita potenziale, proprio tenendo conto degli effetti espansivi delle misure finanziate col PNRR”, concludono da Prometeia.