Notizie Dati Bilancio Italia Piazza Affari, calendario trimestrali 2024: quando saranno e perché sono importanti

Piazza Affari, calendario trimestrali 2024: quando saranno e perché sono importanti

Pubblicato 2 Gennaio 2024 Aggiornato 8 Luglio 2024 14:09

Il 2023 è appena terminato e per le società quotate a Piazza Affari è tempo di tirare le somme su un anno sfidante ma anche ricco di soddisfazioni, legate soprattutto alle performance di borsa, con il Ftse Mib in vetta all’Europa e sui massimi dal 2008. Per avere un quadro preciso sui conti dell’ultimo trimestre del 2023 bisognerà aspettare ancora qualche settimana, indicativamente tra la fine di gennaio e il mese di febbraio, ma l’attenzione è già rivolta al nuovo esercizio. Vediamo dunque quali sono i periodi dell’anno in cui vengono pubblicate le trimestrali e cerchiamo di capire perché questi appuntamenti sono particolarmente importanti per gli investitori.

Le principali indicazioni da monitorare

I conti trimestrali sono report che contengono informazioni sulle principali metriche economico-finanziarie dell’azienda. In generale, i KPI più osservati dagli analisti sono ricavi, costi e utili, a cui si aggiungono ulteriori indicatori che possono variare da settore a settore. I più comuni sono Ebitda, Ebit e posizione finanziaria netta, mentre nel caso delle banche vengono monitorati margine di interesse, commissioni e alcuni ratio patrimoniali, come il cosiddetto CET1.

Oltre a conto economico e stato patrimoniale, è molto importante anche il rendiconto finanziario, che esamina l’andamento dei flussi di cassa nel periodo di riferimento. Ma può essere utile valutare anche elementi non numerici, come l’avvio di nuovi progetti, partnership o l’attività di M&A dell’azienda.

Infine, l’aggiornamento trimestrale viene solitamente accompagnato da un commento sull’evoluzione prevedibile della gestione, che aiuta a farsi un’idea sull’andamento futuro dell’azienda, con eventuali target qualitativi e quantitativi.

Perché i risultati societari sono importanti

I conti trimestrali sono seguiti con particolare attenzione da investitori, analisti e media perché offrono una visione aggiornata sulle prestazioni finanziarie e sullo stato di salute delle aziende quotate.

Le performance dell’azienda possono essere confrontate:

  • con quelle della stessa società su base trimestrale o annua, per valutare il trend dell’azienda;
  • con i conti di società appartenenti allo stesso settore, per delineare l’andamento relativo dell’impresa e tendenze comuni al comparto;
  • con le aspettative di mercato, per capire se la società stia performando meglio, peggio o in linea con le attese.

La capacità di generare profitti e far fronte alle sfide di mercato incide sulle aspettative di business, che a loro volta concorrono a determinare il prezzo delle azioni. L’analisi dei fondamentali permette dunque agli investitori di valutare il rendimento potenziale delle azioni e prendere decisioni di investimento informate. Risultati superiori alle attese possono portare ad un aggiustamento delle stime sulla società, spingendo gli acquisti e aumentandone il valore in borsa; viceversa, conti sotto le aspettative possono innescare una correzione delle prospettive, incentivare le vendite e provocare una diminuzione dei prezzi.

Quando saranno le trimestrali di Piazza Affari

Le stagioni di trimestrali, in cui la maggior parte delle società di Piazza Affari concentra la pubblicazione dei risultati, sono quattro, coerentemente con la reportistica trimestrale delle aziende quotate sul Ftse Mib:

In ogni caso, ogni società può decidere di anticipare i risultati in via preliminare o diffondere solo alcuni indicatori chiave, per poi dettagliare maggiormente i conti e gli avvenimenti del trimestre in occasione del Cda ufficiale.

Generalmente, le trimestrali di Piazza Affari seguono a ruota quelle delle società statunitensi. Tra gli appuntamenti più seguiti per le big italiane ci sono i conti di Intesa, Unicredit, Mps, Banco Bpm, Eni, Enel, Telecom Italia, Ferrari, Stellantis e Poste Italiane.

L’andamento delle trimestrali nel 2023

Sulla base degli ultimi risultati disponibili, quelli al 30 settembre 2023, il mutato contesto macroeconomico dell’ultimo anno si è riflesso sui conti delle big cap di Piazza Affari. Il rallentamento della crescita, i tassi più elevati e l’inflazione ancora alta nella prima parte del 2023 hanno contribuito a frenare ricavi e utili in diversi settori. Tra le eccezioni spiccano senz’altro le banche, i cui margini di interesse e profitti hanno beneficiato dei tassi più elevati, anche se un eventuale aumento dei crediti in sofferenza rischia di peggiorare la qualità degli attivi in futuro.

Gli energetici pagano su base annua il confronto con il 2022, in cui erano state favorite dall’impennata del petrolio e del gas, come conseguenza delle sanzioni contro la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina e del loro impatto sulle forniture.

Fra gli altri comparti, ottime performance per l’automotive, grazie all’effetto combinato di un aumento dei prezzi di listino e dell’usato, oltre ad una riduzione della scontistica, anche se è prevista una normalizzazione nei prossimi mesi.

Le prospettive per il 2024

Nel 2024 la morsa dell’inflazione dovrebbe progressivamente allentarsi e la maggior parte degli analisti prevede una graduale normalizzazione della politica monetaria, con i primi tagli dei tassi da parte delle banche centrali. Più incertezza riguardo alle tempistiche e all’entità di questi interventi, visti i contrasti fra le scommesse “dovish” dei mercati e la cautela dei funzionari.

Sul fronte della crescita, l’economia dell’eurozona potrebbe registrare una recessione nella prima metà dell’anno per poi migliorare nella seconda parte, mentre negli Usa le probabilità di un atterraggio morbido sono sempre più elevate, grazie ai consumi resilienti e alla solidità del mercato del lavoro.

Da monitorare le tensioni geopolitiche, con due guerre in corso, soprattutto dal punto di vista degli impatti sulle forniture. Per il petrolio, in particolare, si prevede un eccesso di offerta, nonostante i tagli decretati dall’Opec+, la cui implementazione è rimasta su base volontaria.