Notizie Valute e materie prime Oil&gas: aumentano le trivellazioni in Nord America ma petrolio e titoli al rialzo

Oil&gas: aumentano le trivellazioni in Nord America ma petrolio e titoli al rialzo

Quotazioni del petrolio in rialzo con il future Brent a 63,7 dollari (+0,74%) e quello WTI a 57,68 (+0,7%). Ambo i futures si mantengono in prossimità dei massimi. Questo nonostante il dato Baker Hughes abbia fatto registrare un incremento settimanale del numero di pozzi petroliferi attivi.

 

La società di servizi petroliferi Baker Hughes ha infatti pubblicato venerdì sera l’aggiornamento settimanale sul numero dei rigs in funzione.

 

Questo evidenzia un aumento nel numero di impianti di trivellazione in Nord America (+18) a 1.168 rigs. Negli Stati Uniti questo è rimasto stabile a 930 unità (-1). In particolare, proprio negli USA, crescono le trivellazioni gas di 3 unità, ma diminuiscono quelle di petrolio di 4 unità. Stabili quelle on-shore, segnano -1 quelle off-shore. Descrescono livemente le trivellazioni direzionali (-2), ma salgono di 5 quelle orizzontali. In Canada aumenta il numero di pozzi di trivellazione di 19 unità, mentre è sostanzialmente stabile in Messico (-1).

A livello mensile invece a novembre il Canada registra una sostanziale stabilità a 204 unità rispetto al mese di ottobre, così come negli Usa (-11). Calano i pozzi attivi in Europa a 85 unità nello stesso periodo e il Sud America a 177 unità.

 

Commento

 

Nonostante l’aumento settimanale del conteggio del numero di pozzi in Nord America (+18), i futures proseguono al rialzo e si riportano in prossimità dei massimi. La ragione probabilmente sta nel calo registrato a livello mensile nel nuovo continente con gli USA che hanno registrato una flessione di 11 pozzi a novembre. 

 

Bene in apertura anche i titoli del settore. Eni cresce dello 0,7% a 14,04 euro, Saipem del 1,32% e Tenaris del 1,17 per cento.

 

Commento tecnico

 

Il Wti, dopo aver rotto l’importante resistenza statica collocata a 55 dollari ai primi di novembre, ha avviato una fase rialzista che ha portato i corsi fino al massimo di 59,05 dollari al barile raggiunto il 24 novembre. Performance anche legata alle attese per il meeting Opec oltre che allo sversamento di petrolio da una importante pipiline in America che ha alterato le dinamiche tra domanda e offerta. Dopo il meeting Opec, che ha solo confermato quanto da attese del mercato e dunque già scontato nei prezzi, il future ha avviato una correzione che ha riportato i corsi ad avvicinarsi alla su citata ex resistenza statica, ora supporto, per poi riprendere al rialzo e tornare appunto sopra i 57 dollari.

I livelli da monitorare sono al ribasso 55 dollari, la cui rottura vedrebbe in 53,7 dollari il primo supporto, mentre al rialzo l’eventuale superamento dei massimi avrebbe in 60 dollari la prima resistenza psicologica molto importante che il future non vede da giugno del 2015. Livello molto importante poiché i prezzi rimasero per ben due mesi intorno a quel valore nel 2015 prima di avviare il forte calo che li porto a raggiungere il minimo di 26 dollari a metà febbraio 2016.