Notizie Notizie Italia Mps pronta a cambio governance, Generali e fondi vogliono svolgere ruolo attivo

Mps pronta a cambio governance, Generali e fondi vogliono svolgere ruolo attivo

Ci vorranno ancora diverse settimane perchè si concretizzi il nuovo cda di banca Mps. L’istituto senese, che vede adesso il Tesoro azionista di controllo con una quota del 70%, si appresta al varo della nuova governance con la maggioranza dei posti in cda al Tesoro e gli altri che potrebbero essere spartiti tra Generali e i fondi istituzionali Usa. 

Il board, stando a quanto riportato da Il Messaggero, sarà di 11-13 membri, introducendo il voto di lista per consentire alle Generali, secondo azionista con il 4,3% di avere spazio. Il quotidiano romano rimarca come il Leone di Trieste sarebbe pronto a indicare il top manager Frederic de Courtois, già membro del cda senese ai tempi del suo ruolo al vertice di Axa. Si starebbe studiando anche l’introduzione di un comitato esecutivo –  formato da cinque membri, due del Mef e tre degli altri soci –  sia per snellire il lavoro del cda ma anche per assumere decisioni che con un azionista di controllo potrebbe essere difficoltoso. 

La maggioranza dei posti in cda andrà giocoforza al Tesoro. Il Sole 24 Ore rimarca come il ruolo di Generali Assicurazioni sarà importante e il supporto del Leone di Trieste alle scelte del management non è scontato. Anche i fondi puntano a farsi largo nel nuovo board che sarà eletto dall’assemblea. Gli istituzionali esteri contano per circa il 20% del capitale post-burden sharing con dentro nomi di spicco quali Blackrock, Vanguard e Dimensional.

Tra i temi caldi nell’agenda di Mps c’è anche il ritorno a Piazza Affari, inizialmente atteso proprio in questo primo scorcio di ottobre. Il Tesoro sarebbe però orientato a posticipare il ritorno in Borsa aspettandpo che prima vengano conclusi tutti gli adempimenti e le modalità della presa del controllo, compresi il passaggio delle azioni e l’insediamento nella governance. 

Le azioni di Banca Mps sono sospese dal 23 dicembre scorso dopo il fallimento dell’operazione di ricapitalizzazione che è stato il preludio alla nazionalizzazione.