Notizie Notizie Italia Mps: Atlante incontra fondi per prezzare Npl, ultimo nodo prima del via al duro piano di ristrutturazione

Mps: Atlante incontra fondi per prezzare Npl, ultimo nodo prima del via al duro piano di ristrutturazione

Oggi a Milano riunione fra Atlante II (fondo gestito da Quaestio Sgr) e gli altri fondi interessati all’operazione di cartolarizzazione degli Npl di Banca Mps, a cominciare da Elliott, con il servicer Fonspa e Fortress, e il suo servicer Italfondiario, cui dovrebbe essersi aggiunta anche doBank.

Secondo quanto riportato dal Messaggero questa mattina, la riunione odierna “dovrebbe coincidere con le ultime fasi della due diligence e consentire agli investitori affiancati dai servicer di tirare le somme dell’operazione”, considerato anche l’obiettivo fissato dalle controparti in gioco di inviare le valutazioni entro il 21 giugno prossimo.

L’ammontare di Non-performing loan (Npl) da 26 miliardi lordi dovrebbe essere prezzato per la vendita al veicolo Spv ad un valore intorno a 21-22 centesimi – riporta questa mattina il quotidiano – un prezzo che dovrebbe determinare perdite compatibili con il patrimonio del Monte ante-ricapitalizzazione precauzionale, dopo che su quest’ultimo punto Bruxelles e Francoforte hanno raggiunto la convergenza sul piano di ristrutturazione della banca più antica del mondo ancora in attività.

 

La saga della Banca più antica del mondo: Siena, Bruxelles, Francoforte

Dopo i vari passaggi burocratici ed i rimbalzi fra Bruxelles e Francoforte, i burocrati europei e i vertici dell’Eurotower sembrano aver trovato la chiave di volta: ricapitalizzare il Monte dei Paschi con 8,3 miliardi di euro di cui 5,8 miliardi (70% circa) sottoscritti dal Tesoro italiano e gli altri 2,5 miliardi ricavati dal burden sharing della conversione dei bond subordinati in pancia agli investitori istituzionali.

La cifra monstre ricavata dall’accordo fra Unione Europea e Bce rappresenta praticamente il punto medio fra gli 8,8 miliardi richiesti dalla Bce e gli 8 dai commissari europei. Il 24 giungo è il termine massimo fissato pe la fase di due diligence: a quella data “la cartolarizzazione dovrebbe avvenire mediante la sottoscrizione delle tranche junior e mezzanine per un importo di circa 1,7 miliardi, con Atlante II che dovrebbe avere la maggioranza; 13,3 miliardi della tranche senior dovrebbero essere collocati con la Gacs sul mercato”, si legge sul quotidiano romano.

 

La ristrutturazione e la nazionalizzazione

Con l’accordo Ue-Bce sulla ricapitalizzazione precauzionale da 8,3 miliardi e l’accordo sugli Npl si dovrebbe poi precedere spediti verso la realizzazione del piano di ristrutturazione dell’istituto, per riportarlo alla redditività entro 5 anni.

5.550 esuberi, che dovrebbero far avvicinare il rapporto cost/insome al rapporto del 45%, e snellimento del Cda da 13 membri a 7-9 con l’ingresso dei nuovi amministratori dello Stato.

Prima della fine del periodo estivo infatti il Governo dovrà emettere i due decreti per sottoscrivere l’aumento di capitale del 70% circa e per realizzare il burden sharing. Tutto è pronto dunque, per avere al ritorno dalle vacanze la nazionalizzazione della banca in attività più antica al mondo.