Notizie Notizie Mondo Mercato lavoro Usa in gran forma: +228mila le payrolls, ma crescita salari non convince

Mercato lavoro Usa in gran forma: +228mila le payrolls, ma crescita salari non convince

Nuova tornata di convincenti riscontri dal mercato del lavoro statunitense. A novembre la maggiore economia al mondo ha aggiunto più posti di lavoro rispetto alle previsioni e il tasso di disoccupazione si è mantenuto sui minimi a quasi 17 anni. Unica nota stonata quella dei salari e che suggeriscono una spirale inflattiva ancora più debole del previsto.

Il saldo delle nuove buste paga statunitensi nei settori non agricoli (non-farm payrolls) a novembre è stato positivo per 228 mila unità. Gli analisti avevano stimato 200 mila dopo le +244mila del mese precedente (dato rivisto da +261mila). Rivisto anche il dato di settembre a +34mila unità dalle -33mila comunicate precedentemente. I dati del Dipartimento del Lavoro hanno mostrato che l’occupazione privata è aumentata di 221.000 unità (stima era +195mila).

Nessuna variazione del tasso di disoccupazione negli Stati Uniti. Il tasso delle persone in cerca di lavoro è rimasto invariato al 4,1%, in linea con le attese.

Salari orari sotto le attese, Fed potrebbe rimanere guardinga nel 2018
Delude il dato sulla crescita delle retribuzioni orarie, guardato con attenzione dal mercato e dalla Federal Reserve per gli indizi che offre sulle pressioni inflazionistiche. A novembre le retribuzioni medie orarie segnano un +2,5% annuo dal +2,4% precedente. Il consensus degli analisti puntava su un progresso più marcato a +2,7%.

Il mercato vede la Federal Reserve procedere settimana prossima a un nuovo rialzo dei tassi di interesse, mentre per il 2018 molto dipenderà dalla dinamica dell’inflazione e la mancanza di accelerazione dei salari potrebbe influenzare il ritmo degli aumenti del costo del denaro nel 2018. Recentemente Janet Yellen, presidente uscente della Fed (da febbraio sarà rimpiazzata da Jerome Powell), ha posto l’accento sul rallentamento più prolungato del previsto dell’inflazione statunitense.

 

Moderata la reazione del dollaro, che ha solo leggermente accelerato al ribasso dopo le payrolls. Il cross euro/dollaro si mantiene in negativo a 1,176 (-0,14%).