Notizie Indici e quotazioni Mercati europei volatili dopo voto tedesco, euro/dollaro debole. Germania è ora meno prevedibile? (analisti)  

Mercati europei volatili dopo voto tedesco, euro/dollaro debole. Germania è ora meno prevedibile? (analisti)  

La questione politica torna in primissimo piano sui mercati, con le Borse europee incerte all’indomani dell’esito delle elezioni in Germania. Elezioni che hanno visto da un lato la riconferma dei cristiano democratici di Angela Merkel (ampiamente attesa) che che però ha ottenuto solo un terzo dei voti, in flessione rispetto alle precedenti elezioni e costretta a trovare degli alleati per formare il governo. A impensierire i mercati è soprattutto l’avanzata dell’estrema destra di Alternative fur Deutschland (AfD). In questo scenario dopo un avvio sotto la parità, il Dax di Francoforte prova a recuperare terreno e in questo momento segna un +0,10% a 12605 punti, mentre il Cac40 è al palo a 5280 punti (-0,01%), mentre l’indice inglese Ftse 100 lascia sul terreno lo 0,15% a 7299 punti. Debolezza anche a Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede lo 0,22% a 22.480,97 punti. Sul fronte valutario il cambio euro/dollaro si muove in area 1,1903 (-0,44%).

Il tema più seguito e commentato da analisti ed economisti sono le elzioni in Germania. Secondo gli esperti del Chief Investment Office WM di Ubs, in scia alla decisione della Spd di andare all’opposizione, Angela Merkel dovrà trovare il modo di formare una coalzione Giamaica con l’Fdp e i Verdi. “Merkel, tuttavia, proverà a convincere l’Spd a continuare con una grande colazione, e non può essere escluso un ripensamento”, affermano gli esperti della banca svizzera aggiungendo che “data la complessità della colazione Giamaica, i negoziati potrebbero richiede tra i 3 e i 6 mesi. “La nostra migliore stima è che il nuovo governo sarà in vigore nel primo trimestre di 2018”, sostengono da Ubs. “La presenza dell’Fdp nel governo dovrebbe essere leggermente di sostegno all’euro e portare a un moderato allargamento degli spread periferici“, osservano gli esperti, focalizzandosi sui possibili impatti sui mercati.

La Germania è diventata ora meno prevedibile e i mercati dovrebbero tenerne conto“. A dirlo Elliot Hentov responsabile policy and research – official institutions Emea di State Street Global Advisors, rimarcando il fatto che “il successo di Alternativa per la Germania (AfD), partito populista di estrema destra, ha cambiato le carte in tavola per la Merkel, eliminando le tradizionali opzioni di coalizione di Governo”.
Merkel si trova ora a sperimentare per la prima volta nella storia tedesca una coalizione formata da tre forze politiche (senza contare il partito Unione Cristiano-Sociale bavarese – CSU) e ciò richiederà maggiore coordinazione e più trattative. Inoltre, il divario politico tra i partiti è ancora elevato e sia i Verdi (Allenza 90) sia il Partito Democratico Libero (FDP) molto probabilmente saranno degli alleati difficili. Di conseguenza, “qualsiasi coalizione governativa difficilmente riuscirà ad agire con rapidità o a mantenere quella stabilità che ha sempre contraddistinto la Germania. Questa non è stata una buona serata né per Merkel né per Macron”, aggiunge Hentov. Per Timothy Graf, responsabile macro strategy Emea di State Street Global Markets, “nello spingere la cancelliera tedesca Angela Merkel a creare una coalizione con almeno altri due partiti, il rischio headline è altissimo. Se da un lato l’effettivo impatto sul mercato sarà probabilmente minimo nel medio periodo, dall’altro il risultato di questo fine settimana incrementa il rischio a livello politico in Europa rispetto a quanto stimato in precedenza”.

Elezioni tedesche a parte, i mercati non perdono di vista le banche centrali. In particolare tra oggi e domani sono previsti gli interventi del presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, che parlerà oggi a partire dalle 15 e quello della governatrice della Federal Reserve (Fed), Janet Yellen, il cui discorso è in calendario domani dalle 18.45 ora italiana. L’agenda macro odierna in primo piano alle 10 l’indice tedesco Ifo.