Notizie Notizie Mondo Mercati europei incerti, Piazza Affari sostenuta dai bancari. Petrolio ancora in rialzo, attesa per dati scorte  

Mercati europei incerti, Piazza Affari sostenuta dai bancari. Petrolio ancora in rialzo, attesa per dati scorte  

Dopo un avvio d’anno sprint, i mercati europei riprendono fiato, mentre Piazza Affari tenta di riguadagnare terreno sostenuta dal buon andamento dei titoli del comparto bancario. Il tutto mentre il petrolio avanza in attesa della pubblicazione dei dati ufficiali delle scorte americane di greggio. La seduta odierna vede il Dax di Francoforte cedere lo 0,11%, mentre il Ftse 100 guadagna lo 0,16% e il Cac40 di Parigi oscillare sulla linea della parità. Si muove sopra la parità (dopo un avvio in territorio negativo) l’indice Ftse Mib che riagguanta la soglia dei 23mila punti e in questo momento avanza dello 0,25% a 23.061,48 punti. A Piazza Affari, bene i bancari: Bper, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo segnano dei rialzi del 2%, mentre Ubi e Unicredit in rialzo rispettivamente dell’1,91% e dell’1,33 per cento.

Questa mattina i listini asiatici si sono mostrati cauti, con la Borsa di Tokyo che ha chiuso in ribasso per la prima volta nel 2018 da quando ha riagguantato, la scorsa settimana, la soglia dei 23.000 punti. Ieri la Bank of Japan ha annunciato la decisione a sorpresa di ridurre gli acquisti di titoli di stato sulla parte lunga della curva. “Nulla di sensazionale, ma al mercato è venuto il sospetto che sia un inizio di tapering esplicito (gli acquisti di bond si stanno contraendo un po’ da qualche tempo), o magari un test per vedere la reazione del mercato ad un addolcimento dello yield targeting”, commenta Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners.
E rimanendo sempre in Asia, ma guardando alla Cina sono arrivati riscontri dal fronte macroeconomico. A cominciare dall’indice dei prezzi al consumo che è accelerato dell’1,8% a dicembre, rispetto al +1,7% di novembre. Il dato è lievemente inferiore alle attese, visto che gli analisti avevano previsto un incremento dell’1,9%. Sale anche l’indice dei prezzi alla produzione, balzato del 4,9% su base annua, rispetto al +5,8% del mese precedente e al +4,8% atteso.

Intonazione positiva per il petrolio, con le quotazioni del Wti (riferimento americano) che avanzano dello 0,76% a 63,44 dollari al barile, mentre il Brent (riferimento europeo) segna una crescita dello 0,44% a 69,12 dollari nel giorno in cui gli operatori sono alla finestra in attesa degli aggiornamenti settimanali sulle scorte americane di greggio che verranno diffuse a partire dalle 16.30 ore italiane.