Notizie Notizie Italia Iveco, regina 2024 del Ftse Mib: domani test conti, il 14 marzo il Capital Market Day

Iveco, regina 2024 del Ftse Mib: domani test conti, il 14 marzo il Capital Market Day

Pubblicato 8 Febbraio 2024 Aggiornato 9 Febbraio 2024 09:40

Non solo banche. La stagione delle trimestrali entrata nel vivo a Piazza Affari vedrà sfilare in settimana anche un big del settore industriale. Si tratta di Iveco che presenterà al mercato domani, venerdì 9 febbraio, i risultati del quarto trimestre e dell’esercizio 2023. Numeri che precedono un altro importante catalyst di breve termine per il titolo: ovvero il Capital Market Day (CMD) in calendario il prossimo 14 marzo. Ma quali sono le attese del mercato per i risultati finanziari? Ecco cosa dicono gli analisti.

La preview: il 9 febbraio i conti

Il 9 febbraio Iveco alzerà il velo sui conti finanziari al 31 dicembre 2023.  Secondo le stime degli analisti elaborate da Bloomberg, il gruppo, nato dalla scissione delle attività Commercial & Specialty Vehicles (Veicoli Commerciali e Speciali), Powertrain e dei relativi Servizi Finanziari di Cnh Industrial, dovrebbe chiudere il quarto trimestre 2023 con ricavi pari a 4,43 miliardi di euro e con un utile netto rettificato a un passo da quota 100 milioni. L’Ebitda dovrebbe, invece, attestarsi a 363,7 milioni e l’Ebit a 245,3 milioni.

Osservando le stime per l’intero 2023, le attese sono per ricavi a 15,8 miliardi di euro, utile netto rettificato di 402 milioni e un profitto operativo a quota 881,3 milioni. L’attenzione degli investitori potrebbe focalizzarsi soprattutto sulla guidance per il 2024.

Per gli analisti di Intesa Sanpaolo, che confermano la raccomandazione buy su Iveco, uno dei catalyst per il gruppo è però rappresentato dall’imminente CMD. “Ci aspettiamo che il nuovo CMD del gruppo possa potenzialmente rappresentare un catalizzatore positivo per le azioni, in quanto dovrebbe aumentare ulteriormente la visibilità”, segnalano gli esperti.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche i recenti commenti di Deutsche Bank e Goldman Sachs (di recente entrambe hanno rivisto al rialzo il target price di Iveco) che vedono il CMD di marzo come uno dei catalizzatori più significativi per il titolo.

Nel complesso, secondo gli analisti della banca tedesca, il 2023 ha rappresentato nel complesso un buon anno per il settore ‘truck’ e “nonostante una possibile normalizzazione nel corso del 2024” ci sono alcuni elementi da valutare positivamente. Tra questi il fatto che il consensus sugli utili appaia troppo cauto e a livello di prezzi il lancio di nuovi modelli dovrebbe tenere i livelli di pricing o addirittura aumentarli leggermente.

Iveco, regina del 2024 del Ftse Mib. La view di eToro

Da inizio anno Iveco si è messa in luce a Piazza Affari. Con un rialzo di circa il 22% il titolo si posiziona, per il momento, tra i migliori titoli del Ftse Mib da inizio anno. Un podio completato da Ferrari che, grazie a una crescita di oltre il 17%, si guadagna la seconda posizione, e con UniCredit (che ha comunicato i conti il 5 febbraio) che è al terzo posto con un quasi +17%.

“Nonostante le delusioni suscitate tra gli investitori a novembre, quando Iveco ha presentato un terzo trimestre al di sotto delle stime, seppur in crescita, la situazione è notevolmente migliorata a gennaio. Gli investitori hanno trovato nuove ragioni per riporre fiducia nella società, spinti da diversi elementi positivi”, commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro. Tra gli spunti positivi, l’esperto cita “l’inclusione del titolo tra i primi 10 del 2024 nell’indice Ftse Mib da parte di Intermonte, con la sostituzione di Ferrari, che ha contribuito a rafforzare l’entusiasmo del mercato. Inoltre, gli analisti di Goldman Sachs hanno confermato il giudizio Buy con un target price rivisto al rialzo, ulteriormente alimentando l’interesse degli investitori“.

Uno degli elementi chiave che ha tuttavia contribuito a questa impennata, aggiunge Debach, è stato un contratto significativo con il Comune di Roma, del valore di 300 milioni di euro, per la fornitura di oltre 400 autobus elettrici. Questo rappresenta il più grande ordine di veicoli a emissioni zero nel Paese, sottolineando l’impegno di Iveco verso la sostenibilità. Inoltre, l‘accordo con il gruppo chimico tedesco Basf per il riciclaggio delle batterie agli ioni di litio dei suoi veicoli elettrici ha rafforzato ulteriormente la percezione positiva degli investitori nei confronti del titolo.

“Considerando che già l’anno precedente Iveco aveva registrato un notevole progresso del 35% nel mese di gennaio, il positivo andamento del mese rafforza la sua stagionalità”, conclude.

L’accordo con Hyundai

In attesa dei numeri del 2023, gli analisti si sono soffermati sul recente annuncio di Iveco relativo a un accordo di fornitura per l’Europa di un veicolo commerciale leggero completamente elettrico a marchio Iveco, basato sulla Global eLCV Platform di Hyundai. Il nuovo veicolo entrerà a far parte della gamma di veicoli commerciali leggeri elettrici di Iveco Group, arricchendo il portafoglio di LCV (Light Commercial Vehicle) del Gruppo insieme all’iconico Iveco Daily.

Un annuncio che è finito sotto la lente degli analisti, tra cui Equita.L’annuncio è positivo in quanto amplia la gamma di prodotti nel segmento in cui Iveco è leader a livello europeo col Daily che parte da 3,5t (mentre non è attualmente presente con veicoli da 2,5 a 3,5t), ma riteniamo che l’impatto quantitativo sia modesto (in attesa di maggiori informazioni sulle caratteristiche tecniche)”, segnalano gli analisti della sim milanese che mantengono una raccomandazione di acquisto (rating buy) su Iveco, con un target price di 13 euro.

Da Equita però aggiungono: “Restiamo in attesa di annunci di maggior rilevanza (ad esempio approvvigionamenti congiunti che potrebbero generare significativi risparmi di costo) all’interno del memorandum of understanding siglato nel marzo 2022 che finora ha portato allo scambio di alcune tecnologie e alcuni prodotti”.

 

Errata corrige: le stime sui ricavi per il quarto trimestre erano state erroneamente indicate in milioni e non in miliardi.

Nel testo la versione aggiornata e corretta.