Notizie Notizie Mondo Inflazione UE a nuovi record, Bce reagirà con rialzo jumbo stile Fed?

Inflazione UE a nuovi record, Bce reagirà con rialzo jumbo stile Fed?

Nuovo scatto dell’inflazione dell’area dell’euro. Ad agosto è stato toccato il livello record del 9,1%, in aumento rispetto all’8,9% di luglio e sopra le attese degli analisti che erano ferme a +9%. La stima flash diffusa oggi dall’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, va a rafforzare le argomentazioni di chi in seno alla Banca Centrale Europea (Bce) spinge per un aumento jumbo (+75 punti base) dei tassi di interesse nel meeting di giovedì 8 settembre.

Ad alimentare la nuova ascesa dei prezzi sono le compoenti energia e cibo, con l’inflazione alimentare arrivata a toccare il 10,6%. L’inflazione core, al netto di cibo ed energia, è salita a un nuovo massimo (+4,3% a/a), evidenziando come le pressioni sui prezzi continuino a diventare più ampie.

Nervosa la reazione dei mercati con Piazza Affari arrivata a cedere oltre l’1% nei minuti successivi all’uscita dell’inflazione Ue, con il settore utility in forte affano proprio sul timore di una Bce più aggressiva sui tassi. Sull’obbligazionario nuovo salto in alto dei rendimenti con il Bund decennale in area 1,53%, mentre il tasso del Btp a 10 anni viaggia a 3,87%, sui top da metà giugno.

Bce divisa su cosa fare a settembre

Alcuni membri del consiglio direttivo Bce, tra cui Isabel Schnabel, ritengono che la banca centrale debba concentrarsi più sui risultati dell’inflazione che sulle proiezioni poiché la guerra in Ucraina complica le previsioni. Ieri Klaas Knot, numero uno della banca centrale olandese e membro Bce, ha sollecitato una “rapida” normalizzazione della politica monetaria. Altri cinque membri del Consiglio direttivo hanno affermato pubblicamente di ritenere che una variazione dei tassi di oltre 50 punti base dovrebbe essere discussa e i mercati monetari prezzano al 60% la probabilità di un aumento di 75 punti base a più del 60%. Tra le colombe spicca invece il capo economista Philip Lane che propone un “ritmo costante” di aumenti dei tassi.

E poi? 

“Poiché l’economia sta rallentando rapidamente, e forse già in contrazione a questo punto, la domanda è di quanto la BCE abbia bisogno per schiacciare il freno”, argomenta Bert Colijn, economista senior di Ing. Un altro aumento di almeno 50 punti base a settembre sembra essere l’opzione base, con i falchi che spingono per 75 pb. “La grande domanda è come risponderà la BCE successivamente, se davvero i segni di difficoltà economica diventano più evidenti e l’inflazione rimane fortemente guidata da fattori dal lato dell’offerta”, rimarca Colijn.

Gli economisti di Oxford Economics prevedono che la BCE opterà per un aumento dei tassi di 75 pb a settembre di altri 50 pb a ottobre e di 25 pb a dicembre, dato un picco di inflazione più elevato determinato dai prezzi dell’energia. “Vediamo un pivot accomodante solo nel 2023 dopo un altro movimento di 25 pb a febbraio, poiché prevediamo che l’eurozona entrerà in recessione e i segnali di allentamento dell’inflazione core e indebolimento dei mercati del lavoro iniziano a diventare più evidenti”, aggiunge Oxford Economics.