Notizie Dati Macroeconomici Germania: comparto manifatturiero ancora in evidenza, nuovo massimo storico per l’IFO

Germania: comparto manifatturiero ancora in evidenza, nuovo massimo storico per l’IFO

Nuovo massimo storico per l’indice tedesco IFO. Ottimisti sull’andamento futuro della prima economia europea, i 7 mila operatori economici del panel hanno permesso all’indicatore di far segnare un nuovo massimo storico ad ottobre a 116,7 punti, in deciso aumento rispetto ai 115,3 punti di settembre (dato rivisto al rialzo dai 115,2 punti precedenti). Gli analisti avevano previsto un calo dell’indice a 115,2 punti.

“Le società sono molto ottimiste sui prossimi mesi”, ha detto Clemens Fuest, Presidente dell’IFO Institute. Gli interpellati, “hanno inoltre rivisto al rialzo il loro sentiment positivo sulla situazione corrente”. “L’economia tedesca procede a passo spedito”.

Nuovo massimo storico anche per il dato relativo il comparto manifatturiero, grazie al miglioramento del dato relativo le condizioni correnti e al massimo da inizio anno del sottoindice relativo le aspettative. Nel manifatturiero, il tasso di utilizzo della capacità produttiva è salito dello 0,4 all’87,1%, decisamente al di sopra degli 83,7 punti percentuali della media di lungo periodo.

“Sembrerebbe che le aziende tedesche si siano lasciate alle spalle la crescita delle tensioni geopolitiche, i problemi del comparto auto e il rafforzamento dell’euro”, ha commentato Carsten Brzeski di ING. Inoltre, continua Brzeski, “l’esito delle elezioni federali non ha intaccato l’ottimismo delle imprese”.

“Negli ultimi 18 mesi, il settore manifatturiero ha chiuso l’ampio gap con il comparto servizi e fa registrare nuovi massimi storici”. Non a caso, nelle ultime rilevazioni, la crescita dell’IFO è riconducibile alla ripresa della manifattura. Spostando in avanti l’orizzonte temporale, “libri ordini pieni e un basso livello di scorte dovrebbero permettere al manifatturiero di continuare a spingere la crescita”.

Se la BCE dovesse mettere in campo un “tapering” particolarmente soft, in assenza quindi di un rafforzamento dell’euro e di rialzi dei tassi sull’obbligazionario, “lo stimolo esterno per l’economia tedesca è destinato a restare intatto anche in vista del 2018”.