Notizie Dati Macroeconomici Eurozona: Pmi tocca record su 74 mesi, esportazioni giocano ancora ruolo importante  

Eurozona: Pmi tocca record su 74 mesi, esportazioni giocano ancora ruolo importante  

L’economia della zona euro rimane in salute. Lo confermano i dati arrivati questa mattina dall’attività manifatturiera, con la ripresa del settore che accelera ulteriormente e il Pmi tocca il record su 74 mesi. Nel dettaglio, il Pmi finale del comparto manifatturiero dell’eurozona di giugno si è attestato a 57,4 punti, in miglioramento rispetto alla stima flash a 57,3 punti e della lettura finale di maggio a 57. Il Pmi (Purchasing Managers Index) misura il sentiment dei direttori d’acquisto delle principali aziende europee e se superiore ai 50 punti indica un’economia in espansione mentre se inferiore rappresenta una fase di contrazione.
E nella zona euro il Pmi staziona ormai al di sopra dell’importante soglia di 50 punti da quattro anni. Inoltre la media registrata nel secondo trimestre di 57 è stata la migliore in oltre sei anni, ovvero dal primo trimestre del 2011.

Pmi manifatturiero sui massimi a sei anni
Il tasso d’espansione del settore manifatturiero dell’eurozona, fanno sapere da Ihs Markit, è stato il più rapido in oltre sei anni a giugno, come riflesso delle migliorate prestazioni in Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Irlanda, Grecia e Austria. Un contributo positivo alla produzione è arrivato dall’incremento dell’afflusso di nuovi ordini. Di seguito la tabella che riassume tutti i Pmi dell’attività manifatturiera paese per paese, compresa l’Italia.

Classifica Pmi manifatturiero per Paese di giugno

“Le esportazioni (compresi gli scambi intraeurozona) continuano a giocare un ruolo importante nel sostenere l’espansione, con aumenti dei tassi in questi ultimi mesi mai visti da sei anni a questa parte, trascinati in parte dalla debolezza dell’euro. È comunque anche chiaro che le aziende stanno traendo vantaggio dalla forte domanda interna”, afferma Chris Williamson, capo economista presso Ihs Markit. E le prospettive rimangono positive: “Non ci sono segni che questa situazione così positiva possa finire presto. L’ottimismo sui prossimi dodici mesi è salito ai massimi in almeno cinque anni, il lavoro inevaso sta aumentando al tasso più rapido in oltre sette anni e le aziende riportano assunzioni quasi da record per far fronte alla ripresa della domanda”.