Notizie Notizie Mondo È il giorno del ritorno di Atene sul mercato del debito, rendimento del 5 anni al 4,875%

È il giorno del ritorno di Atene sul mercato del debito, rendimento del 5 anni al 4,875%


Dopo tre anni di assenza, e tre piani di salvataggio in sette anni, oggi è il grande giorno del ritorno di Atene sul mercato obbligazionario. A un sindacato di banche composto da Bnp Paribas, Citigroup Global Markets, Goldman Sachs, Merrill Lynch, Deutsche Bank e Hsbc, è stato affidato il compito di gestire il collocamento di un nuovo bond a cinque anni.

Contestualmente, l’esecutivo ellenico riacquisterà prestiti obbligazionari con scadenza ad aprile 2019 a un prezzo di 102,6 (90 sul secondario). Dalla crisi del debito del 2010, di cui Atene ha rappresentato l’epicentro, la Grecia ha emesso nuovo debito solo in due occasioni, nel 2014, per di 4,5 miliardi complessivi.

Stando ai ben informati, il nominale dell’operazione dovrebbe attestarsi in quota 4 miliardi di euro e gli ordini a 5,5 miliardi. Il rendimento dovrebbe essersi attestato in quota 4,875%, di poco sotto del livello fatto segnare dall’ultima asta di quinquennali nel 2013 (4,9%).

“Il ritorno sui mercati rappresenta un primo, importante passo. Segnala ai mercati che la Grecia sta ottenendo risultati”, ha detto Pierre Moscovici, Commissario Ue agli Affari economici e monetari.

L’agenzia di rating Standard and Poor’s venerdì scorso ha rivisto la prospettiva sul merito di credito da “stabile” a “positiva” mentre Moody’s il mese scorso ha aggiornato la valutazione greca da “Caa3” a “Caa2”.

Grazie a condizioni di mercato favorevoli e al miglioramento dei conti pubblici (dopo il surplus primario del 2015, l’economia reale mostra segnali di miglioramento), i titoli emessi da Atene nelle ultime settimane hanno registrato rendimenti nei pressi dei minimi storici.

Il timing scelto da Atene sembrerebbe particolarmente felice visto che nei prossimi mesi la Banca Centrale Europea inizierà ad occuparsi della riduzioni degli stimoli monetari e il mercato del debito sarà messo sotto pressione dall’avvicinarsi delle elezioni nel nostro Paese.

L’operazione odierna va considerata un test in vista di un ritorno a pieno titolo sull’obbligazionario a partire dal 2018.